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La Perla al fondo Sapinda. Le relazioni di Scaglia con il discusso Lars Windhorst

La Perla finisce a sorpresa al fondo olandese Sapinda Holding ceduta da Silvio Scaglia. Ma chi è il Ceo di Sapinda Lars Windhorst (nella foto) e quali sono le sue relazioni con Scaglia? Poco più che quarantenne, dopo essere stato considerato un enfant prodige della finanza, è stato coinvolto nel “fallimento” di due società e in una bancarotta personale.
Da questi incidenti di percorso tuttavia Windhorst è uscito indenne tanto che nel 2009 ha cercato nuova fortuna con Sapinda Holding e ha raccolto il supporto di diversi investitori, come Fidelity per esempio, e a far sedere nel proprio comitato esecutivo figure come Lord Mandelson e Roland Berger.
I risultati non sono stati quelli sperati però. Attraverso la Sapinda Invest, il finanziere ha raccolto 1 miliardo di euro, di cui 100 milioni sarebbero arrivati dalle Generali, che tuttavia è poi uscita dall’investimento in perdita. Tra gli investimenti c’era ad esempio la fallita Air Berlin.
Sotto i riflettori ci sono poi i legami finanziari passati tra lo stesso Scaglia e Windhorst. Proprio quest’ultimo avrebbe ceduto, in più passaggi, l’agenzia di modelle Elite a Scaglia.
Ma non è tutto. Tempo fa Windhorst, intermediario dalle mille attività, ha convinto ad investire imprenditori a lui vicini su alcune miniere in Sudafrica. Fra questi ci sarebbe stato, secondo le indiscrezioni, anche Scaglia. L’investimento sulle miniere sudafricane non sarebbe però andato come nelle attese e lo stesso Scaglia avrebbe successivamente fatto causa a Windhorst davanti al Tribunale di Londra. Il contenzioso, però, si sarebbe poi concluso con un accordo amichevole trale parti.