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I banchieri si fanno la propria banca: dopo Passera, anche Nicastro e Viola

Dopo Corrado Passera con la sua Spac, anche altri banchieri stanno pensando a lanciare nuove iniziative nel mondo finanziario. Sarebbe il caso, secondo le indiscrezioni, di Roberto Nicastro e Fabrizio Viola. Il primo, dopo l’addio a Unicredit, è infatti approdato a dirigere l’iniziativa di cessione delle good bank delle Nuove” Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria e Cariferrara. Dopo la vendita ad Ubi e Bper, Nicastro ha lasciato l’incarico e ha avviato una serie di nuove avventure professionali: è infatti diventato senior partner del private equity statunitense Cerberus soprattutto per l’attività in Italia e nell’Est europeo, lo stesso fondo che è in corsa per rilevare le attività di Alitalia. Inoltre Nicastro possiede piccole partecipazioni in aziende fra le quali il gruppo Talent Garden, la più grande piattaforma in Europa di networking e formazione per l’innovazione digitale fondata da Davide Dattoli.
Ma, secondo le indiscrezioni, non si dovrebbe fermare qui l’attività di Nicastro, in quanto il banchiere sarebbe pronto assieme ad altri manager in uscita da importanti istituti ad avviare una nuova rilevante attività a metà strada tra fintech e finanza, probabilmente con l’acquisizione di una piccola licenza bancaria per poi crescere tramite investimenti. Di questa iniziativa Nicastro diventerebbe, secondo i rumors, presidente.
Ma sotto i riflettori sarebbero anche le mosse di Fabrizio Viola, ex amministratore delegato del Montepaschi e della Popolare di Vicenza. Viola starebbe infatti studiando assieme ad altri promotori l’iniziativa di una Spac che sarebbe destinata al settore finanziario, probabilmente di dimensioni più piccole di quella lanciata da Passera a quota 600 milioni. Assieme a Viola e ai promotori starebbe lavorando secondo le indiscrezioni la banca britannica Barclays. In effetti l’attuale momento si presta a nuove iniziative nel settore finanziario. Mai come ora infatti è necessaria un’attività di supporto alle piccole e medie imprese che cercano credito. Molte grandi banche stanno inoltre cedendo asset non strategici ed trasferendo all’ esterno molte delle proprie attività prima gestite in proprio. E stanno vendendo anche ampi portafogli di Npl all’esterno. C’è poi il capitolo retail, visto che molti risparmiatori cercano offerte convenienti dalle banche. E, per ultimo, non bisogna dimenticare la crescita di tutto il settore fintech. Dall’altro lato c’è tutta una prima linea di banchieri in uscita da grandi istituti italiani che potrebbero essere attratti da nuove avventure. C’è da dire che avrebbe lasciato il segno il successo tra gli investitori esteri della iniziativa lanciata da Corrado Passera, la cui Spac rispetto alle attese iniziali di 400-500 milioni è arrivata addirittura a 600 milioni. Spaxs, come è stata chiamata dall’ex Ceo di Intesa Sanpaolo e ministro dell’Economia, vede tra i suoi fondatori anche l’ex capo dell’area Npl di Banca Ifis, Andrea Clamer. Spaxs è stata la prima Spac in Italia con una politica di investimento focalizzata nel settore dei servizi finanziari e destinerà le risorse raccolte in fase di collocamento a un’operazione di aggregazione con una società target operante nel settore bancario o finanziario e per la sua successiva patrimonializzazione al fine di sostenerne una strategia di crescita e sviluppo. L’obiettivo è creare un operatore finanziario attivo nei servizi per le Pmi, nel mercato dei non-performing loan e nell’offerta di servizi ad alto tasso di digitalizzazione destinati anche alle famiglie. Allo studio proprio in questi giorni ci sono due-tre dossier e non è da escludere che il target possa essere trovato a breve. Di sicuro il 2018 sembra destinato a nuovi colpi di scena per alcuni degli esponenti del mondo bancario italiano, settore che dopo le difficoltà degli ultimi anni sta provando a uscire dalla crisi. E anche il lancio di nuove attività, con licenza bancaria, supportate da ingenti investimenti va in questa direzione.