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Le matite di Fila verso il riassetto tra gli azionisti-fratelli: ecco perché entra un fondo inglese

Riassetto familiare in vista per Fila Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, storica azienda lombarda presente in 15o Paesi del mondo con le sue matite colorate. Negli ultimi giorni, secondo indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore, ci sarebbe infatti stata un’offerta da parte di un fondo londinese per gran parte della quota in Fila detenuta, in modo indiretto, da Simona Candela, sorella del principale azionista e amministratore delegato Massimo Candela. A farsi avanti sarebbe stato il fondo Blue Skye che avrebbe messo sul piatto circa 150 milioni di euro per il pacchetto azionario in pancia alla Gargano Srl, cioè il 31% della cassaforte Pencil che detiene il 65% di Fila. La Gargano Srl fa capo appunto a Simona Candela, che detiene anche direttamente di persona un altro piccolo pacchetto (il 4%) della Pencil. Il restante 65% di Pencil è invece in mano a Massimo Candela.
L’offerta arriva dopo un contraddittorio durato anni fra i due fratellli. Lo scorso 13 febbraio, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, proprio Simona Candela, in qualità di amministratore della Gargano Srl, ha avvisato il consiglio della Pencil di avere trasferito tutte le azioni della Gargano Srl a un veicolo lussemburghese, Project Pencil Sarl, che farebbe appunto capo a Blue Skye. Quest’ultimo è un fondo operativo nelle special situations e attivista che in Italia finora si è fatto notare per aver investito sul grand hotel Bauer di Venezia, sul gruppo Cipriani, proprietario dell’Harry’s Bar e per aver partecipato con Elliott alll’acquisizione del Milan. Proprio l’alleanza con Elliott è spesso alla base delle strategie di Blue Skye. Ora l’obiettivo per Blue Skye, se Massimo Candela non si muoverà direttamente per avviare una contro offerta sulla quota della sorella, potrebbe essere quello di svolgere il ruolo di socio di minoranza in modo più attivo, strategia che in questi anni proprio Simona Candela non è riuscita a realizzare. Blue Skye arriverebbe infatti a detenere oltre il 20% delle azioni di Fila, anche se indirettamente, mentre Massimo Candela possiede in modo sempre indiretto circa il 42% delle azioni del gruppo quotato. Fila è approdato in Borsa nel 2015 dopo il matrimonio con la Spac Space, fondata da imprenditori, avvocati d’affari e manager come Mion, Erede, Italia, Pagliani e Subert. La società capitalizza attualmente 780 milioni rispetto al valore d’ingresso in Borsa a 228 milioni.
Quella di Fila e’ una storia di crescita. A metà degli anni Novanta, Massimo Candela, erede della famiglia che nel 1956 prese le redini dell’azienda, aveva trovato una societa’ con profitti azzerati e debiti in crescita. La Fila aveva due principali prodotti: gli strumenti di scrittura con il mitico Tratto-Pen e i prodotti per colorare della Giotto. A meta’ degli anni 90 Candela avvia pero’ una profonda riorganizzazione: si focalizza solo sul colore (matite, pennarelli, pastelli, plastilina) e sulla clientela dei bambini, e avvia l’espansione internazionale passando in pochi anni dal 30° posto nella classifica mondiale della aziende del settore fino a salire sul podio delle prime tre. Ora si attende l’ultimo passaggio del riassetto familiare, al termine della crescita estera e dello storico contraddittorio tra i due fratelli.