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Per il Milan più risorse degli aumenti di capitale nella seconda parte dell’anno

Più risorse per la seconda parte dell’anno rispetto al piano originario. Il Cda del Milan ieri ha deciso di chiedere, come previsto, al cinese Yonghong Li un altro aumento di capitale da oltre 10 milioni entro il 26 di febbraio: ultima tranche dell’iniezione da 60 milioni già deliberata dal Cda lo scorso anno.
Ma ci sarebbe stato anche un nuovo sviluppo: il board avrebbe affrontato anche il tema dell’ulteriore iniezione di risorse (sembrerebbe attorno ai 30 milioni) entro giugno, come parte dei 60 milioni del secondo aumento di capitale. Nei Cda precedenti infatti era stata definita la scadenza di giugno per ottenere risorse ulteriori, tuttavia su questo fronte potrebbe esserci una revisione della strategia: vista anche la probabile mancata partecipazione alla Champions League, l’obiettivo sarebbe infatti quello di conservare importanti risorse per la seconda parte dell’anno, in vista della nuova stagione e vista anche la possibilità che l’Uefa decida di comminare delle sanzioni al club con il settlement agreement. L’obiettivo per questi primi sei mesi dell’anno è procedere senza grandi investimenti sul lato della campagna acquisti, ma anche senza cessioni di giocatori (almeno fino a giugno). Sarebbero stati anche visionati i conti, in linea con le attese: aumentano in particolare le entrate da stadio.
Sul tavolo resta anche il rifinanziamento dei prestiti (303 milioni) di Elliott, in scadenza ad ottobre. Su questo fronte sarebbe ormai archiviata, la negoziazione con il fondo Hps-Highbridge. L’Ad Marco Fassone (nella foto) e l’avvocato Riccardo Agostinelli starebbero così seguendo altre strade. In particolare, sarebbe spuntata prima di Natale una proposta della banca americana Jefferies, che prevederebbe un rifinanziamento sia al piano superiore (Rossoneri Sport) sia a quello inferiore, cioè il club. Ma, per ora, la proposta sarebbe stata messa in attesa.