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Carige, superati i nodi consorzio e Malacalza, ora il prossimo passo è convincere il retail

Superate le difficoltà sul consorzio di garanzia, per Carige ora “il problema” è convincere gli azionisti retail a sottoscrivere la ricapitalizzazione da 560 milioni di euro, dopo che i due precedenti aumenti da 800 e 850 milioni sono stati ‘bruciati’ in Borsa. Lo affermano gli analisti di Fidentiis, citati dall’Ansa, secondo cui la nascita del consorzio “è una buona notizia” in quanto evita “la risoluzione o la liquidazione della banca”. Alla luce degli impegni degli azionisti e di altri investitori, “circa la metà dell’aumento da 560 milioni è virtualmente coperta”. “L’altra metà è nelle mani dei clienti retail che è dove il problema risiede: questo è il terzo aumento in cinque anni e riteniamo che gli investitori retail potrebbero aver perso fiducia”. Secondo Fidentiis il valore di Carige prima dell’aumento “è zero” e l’attuale capitalizzazione di mercato “è sostanzialmente il valore del diritto di opzione”. Per Banca Akros, Carige “diventerà una penny-stock difficilmente negoziabile ma dovrebbe essere nelle condizioni di lavorare alla realizzazione del suo piano industriale”.