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Intesa-Sanpaolo

Arrivate le offerte per il progetto Rep di Intesa: ecco le condizioni per i fondi

Sono arrivate venerdì scorso le offerte per il «Project Rep» di Intesa Sanpaolo, che prevede la ricerca di un partner per un portafoglio di Npl immobiliari in fase di ristrutturazione da 1,35 miliardi.
Le proposte sarebbero arrivate da tre consorzi: Gwm in tandem con Pimco, Pillarstone assieme a Kkr e a Coima, e infine Tpg insieme a Starwood e Prelios. Ora, secondo le indiscrezioni, la banca guidata da Carlo Messina si prenderà, presumibilmente, tra le due e le tre settimane di tempo per una decisione sul vincitore.
Dopo di che verrà concessa un’esclusiva: in quel momento partirà un’ulteriore fase di approfondimento, all’interno della quale sarà necessario effettuare un business plan su ogni singola attività.
Il progetto (chiamato inizialmente con il nickname Monopoli ) prevede la costituzione di un veicolo (Spv) al quale Intesa Sanpaolo cederà i crediti in cambio di «notes» e cash affinché consorzio investa nella piattaforma. Inoltre, il veicolo di cartolarizzazione emetterà un’altra «class notes» che servirà a raccogliere nuova finanza per investimenti immobiliari. Il progetto è gestito dalla Capital light bank di Intesa Sanpaolo, cioè la struttura guidata da Giovanni Gilli.
Nel portafoglio ci sono come sottostante oltre 100 iniziative immobiliari per un controvalore lordo superiore a 1,35 miliardi di «gross book value». Per quanto riguarda la tipologia dei crediti, più o meno 1,25 miliardi sono rappresentati da debitori societari, mentre 0,1 miliardi da fondi di real estate gestiti da Sgr.
Se si guarda ai volumi per singoli debitori, 7 di questi sono esposti per valori superiori ai 40 milioni (per 384 milioni complessivi), mentre 13 posizioni sono tra 20 e 40 milioni (per 338 milioni). Tra le posizioni minori, invece, 29 di queste (il 31% per 416 milioni) sono tra i 10 e i 20 milioni, mentre altre 29 (il 16% per 211 milioni) sono tra 10 e 5 milioni. Inoltre 66 debitori vedono Intesa Sanpaolo come singolo creditore.
Sul fronte della composizione degli asset, come destinazione d’uso, la suddivisione è in uffici (l’8% per 110 milioni), retail (8% per 114 milioni), immobili industriali e logistica (4% per 52 milioni), destinazione mista (15% per 202 milioni), residenziale (58% per 781 milioni) e alberghi (7% per 89 milioni). Quindi la maggioranza degli asset è da riferirsi ad iniziative finanziate da Intesa Sanpaolo nel residenziale (di cui il 30% rappresentato da attività completate e il 70% ancora da sviluppare).
Il 65% (per 880 milioni) del valore dell’operazione Rep è rappresentato da progetti di sviluppo , dei quali il 38% terreni e il 27% aree sulle quali sono già in corso lavori.
L’allocazione vede la maggioranza delle posizioni debitorie nel Nord Italia per 979 milioni (il 73% del portafoglio). Il resto è nel Centro Italia, nel Sud Italia e nelle Isole. La parte del leone, come regione, è della Lombardia .