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Milan, arrivano 23 milioni (su 60) del primo aumento di capitale

Aumenti di capitale del Milan in vista. Yonghong Li deve mettere mano al portafoglio per il primo aumento di capitale da 60 milioni. Per il secondo aumento (o più di uno) il Cda ha la delega per chiamare altri soldi fino a 60 milioni. Quindi, escludendo il bond da 55 milioni che verrà emesso dal Milan in giugno alla Borsa di Vienna e che servirà alla campagna acquisti del club, c’è da farsi una domanda: quanti soldi, di quelli relativi al primo aumento di capitale da 60 milioni, arriveranno nell’immediato e da dove arriveranno? Ebbene, secondo gli insider raccolti da questa rubrica, a metà giugno arriveranno circa 23 milioni di euro, cioè una prima tranche dei 60 milioni. Questa cifra è così spiegabile: si tratta del 25% del capitale più il sovrapprezzo. Infatti chi sottoscrive l’aumento di capitale deve versare all’inizio nelle casse sociali almeno il 25% del capitale sottoscritto, e l’intero sovrapprezzo. La somma restante arriverà poi. Più difficile invece rispondere alla seconda domanda: non si sa ancora, infatti, se sarà direttamente Yonghong Li a mettere di tasca propria i soldi del primo aumento di capitale oppure se i soldi arriveranno ancora da prestiti oppure se verrà coinvolto un altro investitore.

SU BERLUSCLOSING, IL LIBRO SUGLI ULTIMI ANNI DI TRATTATIVE, TUTTI I SEGRETI SUL PATRIMONIO DI YONGHONG LI
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Come un film di James Bond. Il passaggio del Milan al cinese Yonghong Li, arrivato dopo la trentennale epopea di Silvio Berlusconi, è ricco di misteri e segreti. Come quelli del nuovo proprietario Mr Li: di lui, anche in Cina, si conosce pochissimo. BerlusClosing, libro disponibile su Amazon, presenta in anteprima informazioni e documenti riservati sul suo patrimonio. E informazioni, tradotte da alcuni giornali cinesi, sul suo passato contraddittorio, come un caso di doppia identità su un’azienda cinese posseduta da Mr Li. Vicenda smentita dal diretto interessato. Fra 18 mesi l’imprenditore cinese dovrà rimborsare i suoi finanziatori, cioè il fondo americano Elliott, dei soldi prestati. Se non lo farà, sarà il gruppo americano a diventare il nuovo proprietario del Milan e a poterlo rivendere a un nuovo acquirente. E alcune leggende metropolitane indicherebbero come possibile un ritorno al passato: cioè una cordata capitanata dall’ex-amministratore delegato Adriano Galliani potrebbe farsi avanti. Leggende metropolitane a parte, le vicende del club rossonero, la squadra più titolata al mondo, resteranno per tanto tempo sotto i prossimi riflettori della cronaca. Si tratta di un film, per alcuni versi giallo, che riserverà ancora delle sorprese, dopo gli ultimi tre anni di trattative di cui BerlusClosing racconterà nel dettaglio i retroscena. Sul dossier Milan si sono catapultati i personaggi più strani: dall’avvento di Mr Bee e dei suoi “pittoreschi” advisor, fino all’arrivo sulla scena di un presunto emiro arabo (svanito senza pagare il conto dell’albergo), per arrivare a una principessa thailandese e alla cosiddetta dama cinese. E’ infine stato il momento dell’americano Sal Galatioto e, per ultimo, ha giocato il poker vincente il cinese Yonghong Li, che ha calato i 520 milioni necessari a convincere Fininvest, anche se con grandi difficoltà a reperire i soldi. E proprio sui soldi sono puntati i riflettori: con tutte le leggende metropolitane degli ultimi anni, compresa una strana inchiesta della Procura di Milano sulla società di uno degli advisor di Mr Bee, leggende che hanno costretto l’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini a portare al Tribunale di Milano la documentazione sulla provenienza della liquidità di Yonghong Li per eliminare ogni dubbio sulla tracciabilità del denaro.