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Il retail gas di Eni nel mirino dei grandi private equity

Potrebbe riprendere, secondo indiscrezioni, il processo di cessione delle attività nel retail gas and power di Eni.
Secondo i rumors nelle ultime settimane diversi soggetti finanziari si sarebbero rifatti avanti, manifestando interesse per queste attività che avrebbero una valutazione di circa 3 miliardi di euro. Al momento non sarebbe ancora partito un processo, ma secondo i rumors proprio le tante sollecitazioni esterne potrebbero far riprendere in mano il dossier ad Eni.
Il processo era stato interrotto lo scorso anno a causa della volatilità dei mercati. Sull’operazione, nel caso ripartisse, dovrebbero lavorare gli advisor Goldman Sachs e Barclays, che erano già stati incaricati lo scorso anno di seguire l’eventuale cessione.
Da parte sua Eni, non commenta come è sua abitudine le indiscrezioni di stampa.
La società riferisce tuttavia di ritenere «prematura qualunque ipotesi di cessione delle attività retail G&P e ribadisce che qualsiasi decisione in merito sarà basata sulla valorizzazione delle attività in questione e sarà annunciata ufficialmente. Per il momento non c’è nessuna attività in corso».
Fatto sta che alcuni private equity, secondo i rumors, avrebbero anticipato i tempi e mandato nelle ultime settimane segnali di forte interesse al gruppo guidato da Claudio Descalzi. Già lo scorso anno tra i potenziali compratori c’erano sia grandi fondi di private equity sia gruppi strategici già presenti in Italia oppure intenzionati a entrare nel mercato tricolore.
Le attività erano infatti finite nel radar di grandi gruppi finanziari come Bain Capital, Blackstone, ma anche Clayton Dubilier & Rice, Advent International, Warburg Pincus, Permira e Cvc. Nella partita stavano per scendere, infine, anche gruppi strategici come Edison (controllata della francese Edf) e Centrica.