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La Carige di Malacalza va all’attacco di Apollo: “Conti svuotati””. Ma il fondo replica: “Tutto noto e regolare per Solvency II”

Continua la battaglia tra il Cda di Carige, sotto il controllo indiretto della famiglia Malacalza, e il fondo Apollo. Per il Cda dell’istituto genovese Apollo “irruppe nella vita” di
Banca Carige “proprio nel momento in cui si confidava nell’azione di consolidamento e rilancio” accusa la banca presieduta da Giuseppe Tesauro. Nel mirino della citazione di Carige, c’è la cessione delle società assicurative Carige Vita Nuova e Carige Assicurazioni, ad Apollo, ma non solo. Pochi giorni dopo la stipula dell’ accordo sulla cessione delle assicurazioni il cda della banca decide di vendere anche Creditis servizi finanziari, Apollo presenta una proposta ma poi interrompe le trattative a novembre 2015. A quel punto Carige presenta un indice di liquidità alto,
ma nel giro di poche settimane le cose cambiano quando le società di Apollo Amissima Vita e Amissima Assicurazioni (già Carige Vita Nuova e Carige Assicurazioni) prelevano dai conti correnti presso Carige 446 milioni, la metà circa della perdita di liquidità registrata dalla banca in quel periodo.
“Nell’arco di poche settimane la liquidità di Carige cominciò rapidamente a calare fino a raggiungere i livelli che la Bce avrebbe rappresentato come preoccupanti” dice la citazione. Ancora, i prelevamenti delle società del gruppo Apollo sarebbero stati “la causa determinante di una spirale negativa dell’ andamento della liquidità”. Apollo a quel punto si fa avanti per acquistare sofferenze e entrare nella compagine azionaria della banca con un aumento di capitale riservato che ne avrebbe fatto l’azionista di maggioranza. “Operazione che Apollo lascia capire sarebbe stata bene accolta dalle autorità di vigilanza” dice la citazione. E nella seduta del cda del 18 febbraio 2016, in collegamento telefonico da Francoforte interviene il d.g. della vigilanza microprudenziale di Bce, Ramon Quintana, che sottolinea la preoccupazione per la carenza di liquidità e dice: “Bisogna considerare le alternative aperte, non solo decisioni interne ma anche soluzioni strategiche come ad esempio potenziali fusioni e acquisizioni. A questo proposito avete sul tavolo l’offerta di Apollo… O potrebbero esserci altre alternative”. Il giorno dopo arrivò da Bce la draft decision per chiedere alla banca un nuovo piano che prevedesse soluzioni per i non performing loans. Alla fine Carige non accetta la proposta di Apollo che
approda sul tavolo del nuovo, attuale, cda, che si era nel frattempo insediato. Ma il nuovo management nella citazione ripercorre tutti i passaggi delle vicende legate alle assicurazioni e alla proposta sugli Npl indicando un filo che lega tutti gli approcci e chiede i danni formulando accuse pesanti contro Apollo e i precedenti ad Piero Montani e presidente Cesare Castelbarco Albani.

Ma il fondo Apollo no ci sta e si difende accusando che la relazione di Carige su questo punto è infondata e che il prelievo della liquidità era necessario e risaputo da tempo in base all’entrata in vigore delle nuove normative Solvency II. “La relazione degli amministratori sostiene, senza peraltro offrire alcuna prova a sostegno di ciò, che Amissima avrebbe influenzato negativamente la liquidità di Banca Carige. Per quanto il Gruppo Assicurativo Amissima abbia effettivamente ridotto l’entità dei depositi su conti presso la Banca alla fine del 2015, occorre puntualizzare che Carige Vita Nuova (oggi di proprietà di Amissima) aveva anticipato per iscritto a Banca Carige con preavviso di un anno (e quindi quando tale Compagnia era ancora sotto il controllo di Banca Carige) che l’entrata in vigore delle nuove normative Solvency II a far data dal 1° gennaio 2016 avrebbero imposto la riduzione dei depositi con Banca Carige (stante il rating creditizio della stessa) al fine di rispettare i requisiti di solvibilità prescritti, evitando così di dover aumentare (in misura di 1 a 1) i propri requisiti di capitale”. Secondo Apollo, la relazione di Carige su questo punto sarebbe “veramente infondata”, in quanto il fatto che la liquidità sia stata ritirata da Amissima non dimostra nessuna trama di Apollo, perché, a causa della nuova regolamentazione su Solvency II e sul bail in, tutte le compagnie assicurative erano obbligate a spostare la propria liquidità verso banche con un rating più solido, anche nell’interesse dei propri assicurati. Quindi, secondo Apollo, la banca era consapevole da quasi un anno che Amissima era sotto un obbligo legale di spostare la liquidità verso altre banche. Tra l’altro, le compagnie assicurative avrebbero dovuto trasferire la propria liquidità a un’altra banca anche se fossero rimaste sotto il controllo di banca Carige, a meno che Banca Carige avesse effettuato un’ulteriore aumento di capitale in aggiunta a quello da 850 milioni di euro recentemente concluso all’epoca in seguito ai negativi risultati ottenuti nel comprehensive assesment.