Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Cessione o utilizzo delle Gacs: il mercato degli Npl al bivio

A cosa servirà l’aumento di capitale da 8,8 miliardi dello Stato per Mps, intervento pubblico che, unito alla conversione in azioni dei bond subordinati, è necessario per salvare la banca dal fallimento? Ieri la banca senese ha chiuso con una perdta da 3,4 miliardi nel passato esercizio a causa dei pesanti svalutazioni e degli accantonamenti per perdite sui crediti. Ebbene, questi sarebbero giorni cruciali per il Cda del Monte pronto a presentare al Mef e alla Bce il nuovo piano industriale. I riflettori sono sugli oltre 27 miliardi lordi di non performing loan che dovranno essere valorizzati e separati dalla banca in una enorme operazione di pulizia, richiesta dalla Bce. Ma, senza più l’aiuto di Atlante, cosa farà Mps di questa enorme mole di crediti “cattivi”? Le ipotesi sono due: scegliere la strada della vendita “tout court” del mega-pacchetto come ha fatto Unicredit, una strada più veloce ma con l’inconveniente di essere estremamente penalizzante in termini di prezzi. Proprio la banca di piazza Gae Aulenti avrebbe infatti ceduto i suoi 17 miliardi di Npl a Fortress e Pimco a soli 14 centesimi per euro, quindi un prezzo estremamente penalizzante, come si è visto poi dalla mega-perdita di esercizio (circa 12 miliardi) di Unicredit nel 2016. Ci sarebbe poi l’altra strada, meno penalizzante ma più lunga per le procedure tecniche, della cartolarizzazione con l’utilizzo delle Gacs. Cosa sceglierà Mps? Nel frattempo gli analisti, tra cui quelli di Banca Imi, pensano che l’aumento di capitale da 8,8 miliardi dello Stato servirà più per ulteriori accantonamenti, che per foraggiare i coefficienti patrimoniali.

  • STELLA |

    Non toccate le sofferenze saranno plusvalenti nel corso degli anni

  Post Precedente
Post Successivo