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Stadio Roma, la macchina finanziaria va avanti. Contatti con Starwood e Unicredit

Mentre divampa la polemica politica fra il Campidoglio e i sostenitori del nuovo stadio della As Roma, dopo un primo stop al piano, la macchina finanziaria del progetto a Tor di Valle non si ferma.
Anzi, secondo le indiscrezioni, gli advisor della As Roma e del gruppo Parnasi, cioè Goldman Sachs e Rothschild, starebbero continuando a cercare investitori e finanziatori esteri per i tre grandi nuclei architettonici del piano: cioè le due strutture a carico del club (lo stadio e l’area retail) e quella dove dovrebbe sorgere il business park di Parnasi. Rothschild, advisor del costruttore romano già noto per aver seguito il «financing» dello Juventus Stadium e dell’Emirates Stadium dell’Arsenal, avrebbe avuto colloqui anche nelle ultime settimane.
I costi del progetto a Tor di Valle sono scritti nei business plan: per il business park sarà necessario poco meno di un miliardo per la struttura e 300 milioni per le infrastrutture.
Goldman, che ha già finanziato con 30 milioni la progettazione, sta invece cercando 1,6 miliardi per lo stadio e l’area retail, di cui 440 milioni per le opere pubbliche pagate dai privati. Tra gli investitori dello stadio ci potrebbero essere Starwood Capital, che è già socio di James Pallotta nella As Roma, ma anche Unicredit che ha finanziato la Allianz Arena del Bayern Monaco.
Ovvio che i nodi restano tanti: non solo l’iniziale parere negativo del Campidoglio (ieri anche il capitano Francesco Totti è intervenuto su Twitter con #Famostostadio indirizzato alla sindaca Virginia Raggi ) che sembra più un gioco delle parti che una vera bocciatura. Ma ci sono dubbi ulteriori sul futuro del business park, per l’ampiezza della cubatura e visto che i tre grandi gruppi che all’origine dovevano, secondo i rumors, trasfersi nell’area (Unicredit, Telecom ed Enel) sembrano avere altri progetti.