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Orsero viaggia verso Piazza Affari: la storia recente del leader delle banane tra crescita e debiti

Il gruppo Orsero, tra i leader europei nella distribuzione di frutta, debutta a Piazza Affari. Lo farà tramite un’operazione di fusione con la Spac Glenalta. Orsero è una società leader nel suo settore. Il bilancio consolidato 2015 del gruppo Orsero evidenzia ricavi per circa 617 milioni, un margine operativo lordo di circa 27,5 milioni, un utile netto di 6,1 milioni ed una posizione finanziaria netta negativa per 106,7 milioni.
L’operazione di Glenalta è avvenuta (anche se sarà necessario il via libera dell’assemblea dei soci della Spac) con multipli con grande upside sui comparables quotati. Lo sviluppo della società potrà avvenire in due direzioni: 1. facendo acquisizioni in comparti adiacenti (frutta secca, verdura, succhi di frutta), possibilmente su business branded; 2. aumentare ulteriormente le quote di mercato nella distribuzione di frutta tropicale nel Mediterraneo (il gruppo é già leader in Italia, Spagna, Francia, Portogallo e Grecia). In particolare nel 2017 il gruppo consoliderà oltre 800 milioni di ricavi, a seguito di un programma di acquisizioni.

Ma ci sono anche aspetti complessi dell’operazione. Il gruppo Orsero era pesantemente indebitato e ha subìto nei mesi passati una profonda ristrutturazione del debito bancario, che ha portato gli istituti a convertire parte delle linee in strumenti partecipativi per 114 milioni. Proprio questi strumenti sono stati acquisiti da Glenalta (con fair value di 25 milioni), mentre altri 55 milioni saranno messi sul piatto dalla Spac per un concambio con le azioni in mano alla famiglia.

E ci sono anche elementi critici giudiziari. Di recente, la storia del gruppo è stata toccata da episodi di cronaca. La famiglia Orsero è stata coinvolta nell’inchiesta sui cosiddetti fidi “facili” concessi da Carige ai tempi della gestione di Giovanni Berneschi. Nel registro degli indagati sono finiti quattro membri della famiglia Orsero, tra cui i fratelli Raffaella e Antonio. A determinare l’apertura di questo filone di inchiesta è stata una recente ispezione di Bankitalia in diverse sedi Carige sul territorio. Nel mirino sono finiti finanziamenti per 91 milioni di euro. I fratelli Orsero sono indagati in relazione a fidi e finanziamenti ottenuti da Carige e dalla controllata Carisa. La società è tuttavia esclusa dall’indagine.