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Mps, piano industriale approvato: la good bank vale 0,27 euro per azione

Stasera è stato approvato all’unanimità dal Cda guidato da Marco Morelli il piano industriale di Mps. Il comunicato sul piano di risanamento di Mps e la trimestrale sarà diramato domani martedì 25 ottobre prima dell’apertura dei mercati. Il piano, secondo le indiscrezioni, si focalizzerà su un forte taglio dei costi e sulla finalizzazione del progetto di scorporo degli Npl, creando quindi una banca “ripulita”. Quanto vale la good bank di Mps, una volta “liberata” dagli Npl? A poche ore dalla presentazione del piano industriale, diversi analisti, tra cui Equita, si sono impegnati a stimare un valore. Gli analisti di Equita ipotizzano un valore della good bank di 0,27 euro, pari a 0,6 volte il multiplo prezzo/capitale tangibile dato un utile 2019 di 582 milioni.

Nel frattempo, è cominciata l’intensa attività di marketing per attirare gli istituzionali sull’aumento di capitale di Mps. In attesa che oggi venga annunciato il piano industriale dall’amministratore delegato Marco Morelli (che prevederà un taglio di costi ulteriore e preciserà meglio il progetto di scorporo di 27 miliardi di sofferenze lorde) le banche del consorzio dell’aumento stanno verificando l’interesse degli istituzionali per l’aumento della banca senese, che dovrebbe scendere a 2 miliardi rispetto ai 5 miliardi previsti inizialmente. Molti degli hedge che saranno contattati saranno gli stessi che hanno già partecipato (azzerando il loro investimento) agli ultimi due aumenti di capitale di Siena: i fondi Paulson &Co, York Capital, Marshall Wace, Tosca e Guggenheim. In campo ci saranno poi grandi istituzionali più long only come il Quantum Fund di George Soros e Blackrock. Ora bisognerà vedere se il piano di rilancio di Mps convincerà questi fondi, alcuni dei quali hanno già perso soldi su Siena, a reinvestire sull’istituto, questa volta però ripulito dai crediti inesigibili.

Su un binario parallelo continuano le discussioni con i fondi del Qatar e del Kuwait, discussioni tenute per conto del consorzio da Jp Morgan. Ma i fondi sovrani, che dovrebbero iniettare due miliardi, avrebbero il loro principale interlocutore nel governo italiano. Qatar e Kuwait avrebbero iniziato una analisi del dossier Mps tanto che avrebbero nominato un advisor finanziario e uno legale. Si farebbe il nome, secondo alcune indiscrezioni, di Rothschild. Qatar e Kuwait dovrebbero entrare come anchor investor, ma l’impressione è che i due fondi sovrani siano abbastanza scettici della situazione europea e di quella italiana, con alle porte il referendum istituzionale. Quindi un loro investimento dovrà passare da precise garanzie, magari fornite proprio dal governo italiano.

Si parla inoltre di un possibile coinvolgimento di Unipol nell’operazione Mps. La compagnia assicurativa starebbe studiando il piano industriale della banca senese al fine di verificare un possibile coinvolgimento nell`operazione di ricapitalizzazione che preveda la contestuale valorizzazione di Unipol banca. Tuttavia, secondo diversi addetti ai lavori, l’operazione è scarsamente praticabile.Il più grande ostacolo su Unipol banca è relativo allo stock di Npl. Unipol banca dovrebbe infatti confluire in Mps con un precedente spin off del portafoglio delle proprie sofferenze. Infatti Unipol Banca ha sofferenze lorde pari a 3,8 miliardi e nette pari a 2,1 miliardi con coverage del 58% sui bad loans e del 45% complessivo includendo anche le garanzie fornite dalla holding. Quindi il principale rischio è che a fronte della soluzione del problema Unipol banca, Unipol debba investire un ammontare di capitale (con conseguente aumento) troppo elevato negli Npl di Unipol banca e nel capitale di Mps a fronte di ritorni che andranno valutati in futuro alla luce del piano industriale. Insomma, in parole povere: secondo gli analisti è già difficile risolvere con successo l’aumento e i conseguenti problemi di Mps. Unirci pure il dossier Unipol Banca, con i relativi problemi, diventerebbe quasi proibitivo.

Sembra infine in stand-by il piano di Corrado Passera, per due principali ragioni. Nel corso della riunione pre-cda tenuta ieri in Mediobanca sarebbero emerse delle perplessità sul piano Passera per la richiesta di far svolgere una due diligence ai fondi che Passera ha coinvolto. L’ex ministro non avrebbe ancora comunicato i nomi dei privati equity coinvolti nel piano (anche se si fanno i nomi di Atlas, Bc partners e Warburg Pincus), inoltre i private equity stessi punterebbero a un rendimento elevato (Irr), pretesa non possibile da garantire nell’aumento di Mps.

  • Roberto Bozzato |

    troppo silenzio e questo non giova.
    bisogna fare di tutto per risolvere il problema mps altrimenti la ns. credibilità ancora una volta confermerà la ns. incapacità di gestire i problemi del paese italia

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