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Giorgio Armani during the "One Night Only Roma" event, a marathon style that includes the exhibition "Eccentrico" and a fashion parade. Rome, Italy, 5 giugno 2013. ANSA/ CLAUDIO PERI

Un trust per la famiglia e la Borsa nel futuro della Giorgio Armani

Un futuro in Borsa per il gruppo Giorgio Armani. E’ focalizzato sulla Fondazione Giorgio Armani e sul Trust collegato l’avvenire finanziario del colosso italiano della moda. La Fondazione Giorgio Armani infatti non garantirà soltanto nel tempo che gli assetti di governo del gruppo Armani si mantengano stabili. Ma garantirà, secondo quanto risulta a The Insider, anche in futuro un flusso di dividendi costanti per le sue tre nipoti che siedono oggi nel consiglio di amministrazione. Giorgio Armani ha tre nipoti, un sorella che lavora in azienda e dei collaboratori storici, come Leo Dell’Orco, che segue la linea uomo. Nel gruppo lavorano le nipoti Silvana, direttrice creativa della linea della donna, e Roberta, a capo delle relazioni esterne, (entrambe figlie di Sergio Armani, il fratello dello stilista scomparso). È in azienda anche la sorella di Giorgio, Rossana.
Giorgio Armani ha deciso la formula del Trust in quanto non vuole lasciare sulle spalle della famiglia la gestione del colosso della moda, che dovrà camminare per proprio conto grazie alla squadra di manager. Inoltre, nello statuto del Trust, secondo le indiscrezioni ci sarebbe anche l’opzione della quotazione della Giorgio Armani nel medio-lungo periodo.
Oggi il gruppo genera 2,6 miliardi di euro di ricavi, circa 500 milioni di margine operativo lordo e ha una liquidità di 640 milioni -Il sogno delle banche d’affari resta l’Ipo del gruppo Giorgio Armani. Il colosso della moda potrebbe valere tra gli 8 miliardi e i 10 miliardi di euro in Borsa arrivando a competere con le big del listino. E sarebbe da valutare anche la scelta del listino di Hong Kong per un marchio conosciuto in Asia come Armani.
Se si guarda a una delle ultime Ipo della moda, come Moncler, si puoà dedurre che il gruppo dei piumini si e’ quotato a 17,3 volte il margine operativo lordo e 30,9 volte gli utili. La media dei competitor nel settore del lusso e fashion, anche se soggetta a forte volatilità negli ultimi anni, e’ di 20,3 volte l’ebitda e 37,3 volte gli utili. Quindi sulla base di questi multipli Armani potrebbe valere tra 8 e 10 miliardi di euro (cioe’ 500 milioni di Ebitda moltiplicato per 20,3 volte). Armani, una vera icona del settore, potrebbe dunque andare a confrontarsi con big come Lvmh ed Hermes, anche se rispetto a questi gruppi e’ piu concentrato sull’abbigliamento.