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Victorh Massiah

Il mercato boccia l’acquisto della good bank da parte di Ubi Banca

Il mercato guarda con scetticismo all’intervento di Ubi Banca sulle good bank. Ubi sarebbe infatti vicina all`acquisto di 3 good banks (Banca Marche, Banca Etruria e CR Chieti). La scadenza negoziata con l’Unione europea per la cessione è il 30 settembre ma non è escluso uno slittamento di qualche settimana per l`ufficialità, come peraltro questa rubrica aveva anticipato nel maggio scorso quando si era ipotizzato un leggero slittamento dei termini. Molto dell`impatto del deal dipenderà dai termini dell`operazione (trasferimento dei non performing loan alla bad bank e impegni su riduzioni del personale).
In particolare gli analisti di Equita ipotizzano una valutazione di 348 milioni (0.2 volte il P/TE) e riconoscimento del badwill (1,1 miliardi). In secondo luogo il trasferimento a Rev, cioè la bad bank, del 50% degli incagli. Il CET1 di Ubi scenderebbe da 11.4% a 10.9% per risalire entro il 2017 a 11.6% post riacquisto minorities. Non viene escluso che UBI considerari un aumento di capitale da 300-400 milioni. Anche in assenza di questa operazione secondo Equita il mercato continuerebbe ad applicare uno sconto ai multipli fino al ripristino di un CET1 >11.5%.
Dal punto di vista strategico l’acquisizione potrebbe presentare rischi legati alla non complementarietà delle reti e all’impatto reputazionale sui franchise post risoluzione: inoltre Ubi si precluderebbe altre opzioni strategiche a più basso rischio (come l’acquisizione di popolari per un prezzo simile come potrebbe essere ad esempio il Credito Valtellinese). Ipotizzando azioni incisive sui costi (-38%) e normalizzazione del costo del rischio le banche in questione potrebbero riportare un utile di 50 milioni con un ritorno sull`investimento del 4%: ai multipli attuali di UBI (0.26 volte il P/TE) i prezzi già scontano gran parte della diluzione del deal. Nel frattempo il titolo Ubi sta perdendo a Piazza Affari circa il 2 per cento.