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Boscolo studia un’alleanza con Northwood e va ad opporsi all’intesa Varde-Unicredit

ll gruppo alberghiero Boscolo, famoso per i suoi 5 stelle in Italia e all’estero, starebbe studiando un’alleanza con il colosso del real estate statunitense Northwood, investitore attivo nel settore commerciale ed alberghiero.
L’indiscrezione circola ormai da qualche giorno e, se l’operazione andrà in porto,  potrebbe portare il gruppo alberghiero in acque più sicure, evitando soluzioni poco gradite alla famiglia veneta, come la vendita del controllo (tra coloro che si erano fatti avanti c’è stato Starwood Capital) oppure la coabitazione con fondi speculativi come Varde, gruppo finanziario internazionale che ormai sarebbe sul punto di trovare l’accordo con due banche del pool (cioè Unicredit e Banco Popolare) per acquistare a sconto il 30% del debito complessivo. Mediobanca e’ advisor. Tra tre soggetti, entro settembre, verrà scelto il nuovo socio. Secondo i rumors in cima alla lista ci sarebbe Northwood. L’operazione prevederebbe la scissione del gruppo in due entità: da una parte le attività di gestione, dove la famiglia resterà in maggioranza e il partner in minoranza, e dall’altra gli asset immobiliari. In quest’ultimo veicolo invece l’investitore dovrebbe avere il controllo e la famiglia manterrà la  minoranza. L’obiettivo è crescere, anche tramite l’acquisizione di nuove strutture. Il gruppo è tornato ad essere redditizio, grazie al riposizionamento sui 5 stelle. Il prossimo anno avra’ 38 milioni di Mol e quest’anno a 35 milioni. Nel 2011 era a 10 milioni. Il piano pattuito con le banche prevedeva 24 milioni. L’indebitamento da 420 milioni, è sceso a 320 milioni. L’azienda sta finalizzando altre due vendite (a Venezia e Nizza) e arriverà  a 250 milioni.
Ma la rottura dei covenant al 30 giugno (per 60 milioni di scarto tra vendite effettuate e previste) ha causato la reazione di alcune banche (Unicredit e Banco Popolare) che avrebbero quasi trovato un accordo con il fondo Varde per cedere a sconto il debito. Gli altri istituti del pool (come Mps) invece avrebbero preferito restare fuori dall’intesa con Varde, che sembra puntare alla conversione in equity del debito.