Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

La cintura di sicurezza Ue da 150 miliardi non risolve i problemi strutturali delle banche

La cintura di sicurezza Ue da 150 miliardi riduce alcuni rischi, ma non risolve i problemi
strutturali, in primo luogo l’esposizione agli Npl che continua a rendere vulnerabile le banche italiane agli shock esterni.
E’ questa l’opinione del mercato alla mossa della Ue, che ha fornito una cintura di sicurezza alle banche italiane. Ieri la Ue ha infatti autorizzato fino a 150 miliardi di garanzie su emissioni di titoli senior. La Commissione Europea avrebbe dato il via libera al Governo per un piano che prevedrebbe la garanzia pubblica su emissioni di bond bancari. Il piano rafforza il funding delle banche ma non ha nulla a che fare con iniziative su capitale oppure su Npl.
La garanzia può essere utilizzata solo da banche solventi (ie con un CET1 superiore al 7%) ed essere attivata fino a fine dicembre. Non è stato reso pubblico il costo
di questa garanzia.
L`operazione ricalca quella realizzata nel 2011 quando fu permesso alle
banche di ottenere una garanzia dal Governo sulle proprie obbligazioni ad
un costo di circa 100 punti base all’anno. Le banche utilizzarono bond auto cartolarizzati per poi rifinanziarsi e partecipare al Ltro.
L`entità del piano è molto rilevante visto che coprirebbe, nel suo complesso, la metà delle obbligazioni in scadenza nei prossimi 3 anni (quindi 300 miliardi) o il 10% del totale delle passività (17% di quelle a vista): le nuove
risorse si aggiungono ai 272 miliardi di liquidità che le banche hanno a disposizione, rafforzando ulteriormente il funding. Secondo numerosi analisti con questa mossa il Governo ha voluto attivarsi per
rafforzare il profilo di liquidità di alcuni istituti che, ancor prima della Brexit,
avevano subito rilevanti outflow di depositi come conseguenza di criticità specifiche.
Il piano, secondo quanto ad esempio indicano gli analisti di Equita, riduce quindi alcuni rischi ma ma non risolve i problemi
strutturali, in primis l`esposizione agli Npl (tra le banche italiane piu’ esposte c’e’ Mps) che continua a rendere vulnerabile le banche agli shock esterni.