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Il dilemma di Cairo: alzare la posta su Rcs o tirarsi indietro

Si attende nelle prossime ore la decisione di Urbano Cairo sulla sua prossima mossa su Rcs. Tecnicamente infatti la sua Ops inizierà a giugno e quindi i piani restano immutati, malgrado l’Opa lanciata da Bonomi assieme a Pirelli, Unipol e Mediobanca a 0,70 euro per azione sia nettamente migliore in termini di condizioni economiche. Ma ora Cairo dovrà prendere una decisione. Che fare su Rcs? Rilanciare oppure tirarsi indietro? Aumentare la posta, magari rilanciando una fusione totale tra il gruppo Cairo e Rcs, oppure gettare la spugna? Cairo da parte sua può contare sull’appoggio di una banca come Intesa Sanpaolo, mentre Bonomi ha dalla sua parte Mediobanca. Di sicuro Cairo può recriminare di non aver fatto fin dalla prima ora un’offerta più congrua, soprattutto alla luce del nuovo piano industriale di Rcs presentato dall’Ad Laura Cioli. Secondo diversi addetti ai lavori, così, l’imprenditore proprietario del Torino, che per ora non ha voluto rilasciare commenti, difficilmente alzerà la posta, pur restando azionista di Rcs e non consegnando all’Opa le sue azioni.

  • davide |

    c’ha provato … ha fatto le sue valutazioni e ha offerto quanto gli pareva giusto offrire. solo lui sa perché ha deciso così e adesso è inutile recriminare.

    piuttosto, la contro-offerta viene da una struttura di comando, tanti capetti, analoga a quella che ha devastato RCS portandolo a perdere centinaia di milioni e probabilmente questi non faranno di meglio se cercano “visibilità” stile della valle 🙂

    mi chiedo se non valga la pena cedere le azioni e aspettare che passi il morto … tra qualche anno in RCS, a cairo, potrebbero chiedere “per piacere” di intervenire 🙂

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