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Mr Bee-Milan, domani il giorno X: da dentro o fuori

Domani (quindi lunedì 11 gennaio) potrebbe essere un giorno cruciale per la storia (ormai tragicomica) di Mr Bee e della sua offerta da 480 milioni per il 48% del Milan. Secondo i rumors intercettati dal Sole 24 Ore, domani Bee Thaechaubol dovrà infatti rendere conto a Fininvest se in effetti la sua offerta da 480 milioni per il 48% del club rossonero ha le spalle coperte: cioè se è finanziariamente sostenuta dalle banche e da un importante (quanto sconosciuto al momento) investitore. Se la Fininvest (e quindi il suo patriarca Silvio Berlusconi) usciranno soddisfatti dai colloqui, potrebbero decidere di dare ancora fiducia al broker thailandese. In caso contrario, sulla proposta di Mr Bee dovrebbe essere messa definitivamente la parola fine. I dubbi restano tanti: vediamoli. 1) Anche nel caso in cui Fininvest dia nuovamente fiducia al broker, c’è da osservare che i numeri del Milan sono decisamente cambiati dallo scorso anno quando è stata fatta la due diligente di Mr Bee: con la sicurezza di non partecipare alla Champions e con il progetto stadio ormai tramontato. Un qualsiasi investitore disposto a partecipare all’affare dovrebbe fare una due diligence supplementare. Quindi in ogni caso non c’è da aspettarsi nulla nel breve termine. 2) Ormai è dalla primavera dello scorso anno che va avanti il tira e molla fra Bee e Fininvest. In estate l’operazione era stata data per conclusa: niente di meno vero, in quanto neanche un euro è entrato nelle casse di Fininvest. Ormai a crederci sembrano in pochi, anche se non è da escludere che ci possa essere un finale a sorpresa. 3) Fanno riflettere anche annessi sconcertanti episodi come il coinvolgimento dell’advisor di Mr Bee, la Tax&Finance di Lugano (nella persona del fiscalista Andrea Baroni), in un’indagine per riciclaggio della Procura di Milano. Anche se poi Mr Bee ha smentito qualsiasi collegamento con lo stesso Baroni. 4) La crisi dell’economia cinese e le indagini per corruzione che stanno sconvolgendo i vertici di molte aziende di Pechino non sembrano aiutare l’evolversi della situazione. 5) Di sicuro, se neanche questo ultimo tentativo andrà in porto, è difficile pensare che il Milan potrà rinforzarsi in modo adeguato nel calcio mercato di inizio anno. I soldi, da parte di Fininvest, sembrano finiti dopo la generosa (e a dir la verità poco redditizia in termini di rendimento in campionato) campagna acquisti estiva. E più i mesi passano, più i risultati sono negativi, più difficile sarà vendere a un possibile investitore una storia aziendale-sportiva di successi (come quella del passato) travolta dagli ultimi anni di insuccessi.