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Cerved public company: attesa per gli istituzionali sopra il 2% dopo l’Abb di Cvc. Riflettori sulle scelte dell’Ad Gianandrea De Bernardis

C’è attesa per conoscere il nuovo azionariato di Cerved, dopo che lo scorso lo scorso 26 novembre il fondo Cvc (tramite la holding Chopin) ha ceduto la propria partecipazione pari al 24,44% del capitale della società quotata a Piazza Affari, attraverso un accelerated bookbuilding (Abb) rivolto a investitori qualificati e istituzionali italiani ed esteri. A breve si dovrebbe conoscere la nuova compagine del gruppo dove, secondo le indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore, ci dovrebbero essere alcuni azionisti rilevanti tra gli istituzionali: in particolare, sempre secondo i rumors, un istituzionale estero avrebbe superato ben ampiamente la quota del 2% e sarebbe quindi tra gli azionisti di assoluto rilievo di Cerved. Già secondo le ultime comunicazioni Norges Bank ha circa il 2% di Cerved, Ubs il 2,5%, Vanguard il 2%, Aviva il 3,9% e Massachussets Financial il 2,6%. In ogni caso Cerved sarà una delle public company di Piazza Affari, società ad azionariato diffuso quindi interamente posseduta dal mercato e proprio per questo motivo scalabile. Già sul mercato cominciano a circolare indiscrezioni su chi potrebbe essere interessato, tra private equity e strategici. Per ora non ci sarebbe nulla di concreto e nessuna trattativa, ma per definizione una società scalabile e senza azionisti di peso va tenuta d’occhio dagli operatori. Nel frattempo, sempre secondo i rumors intercettati dal Sole 24 Ore, i riflettori sono puntati su Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved. Che cosa farà dopo l’addio di Cvc? Resterà Ad o farà un passo indietro, soddisfatto per la grande crescita che è riuscito a imprimere all’azienda durante la sua conduzione affiancato dal fondo Cvc? C’è infatti da ricordare che proprio Cerved, grazie alla presenza di Cvc nell’azionariato, è riuscita quasi a raddoppiare di dimensioni.