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Deutsche Bank e la partita italiana: fra rumors e smentite sul ridimensionamento, i private equity aprono il dossier Finanza & Futuro

Deutsche Bank ridimensiona le sue attività in Italia. Falso, non è vero: Deutsche Bank continua a puntare sull’Italia che resta il suo secondo mercato. Anzi, qualsiasi rumor di presunto ritiro è infondato. La Reuters dell’altro ieri ha creato un bel fermento sull’asse Italia-Germania. Sotto i riflettori la notizia che Deutsche Bank starebbe considerando di ridimensionare le attività retail in Italia attraverso la vendita di filiali e il taglio dei dipendenti. Il nuovo Ceo John Cryan sarebbe sotto pressione per rilanciare la banca simbolo della Germania riducendo i costi e spingendo la redditività e per risollevare la valutazione dell’istituto di credito, scivolata ampiamente sotto quella di concorrenti come Credit Suisse e Ubs.Tuttavia la banca tedesca, guidata in Italia da Flavio Valeri, si è affrettata a smentire. “L’Italia rimane un mercato chiave per Deutsche Bank e qualsiasi rumor di un presunto ritiro è totalmente infondato”. A seguito di recenti speculazioni uscite sulla stampa, Deutsche Bank conferma il suo forte impegno nei confronti dell’Italia, paese in cui la Banca è presente dal 1977 e che rappresenta il secondo mercato europeo per il gruppo. Dove sta dunque la verità? Di sicuro, sembra difficile, se non impossibile, che Deutsche Bank esca totalmente dall’Italia, il secondo mercato retail per Deutsche Bank dopo la Germania, con 4.000 dipendenti e circa 300 filiali. Ma ciò non vuol dire che non si decida, dal quartier generale, di avviare una revisione del perimetro delle attività. Già l’anno scorso Deutsche Bank aveva alleggerito la presenza in Italia vendendo 90 filiali nell’ambito di un accordo di sale-and-leaseback con un investitore immobiliare. Ma cosa potrebbe cedere Deutsche Bank? Di sicuro una delle attività più corteggiate, soprattutto dai fondi di private equity, resta la rete di promotori finanziari Finanza & Futuro che ha portafogli per 10 miliardi di euro di 126.000 clienti. Non ci sono piani al momento di vendere questa redditizia divisione, ma potrebbe diventare un’opzione se Cryan decidesse di fare cassa in Italia. Insomma, i private equity sono in allerta sul dossier. Ps: un ultimo accenno su Flavio Valeri, a capo di Deutsche Bank Italia. Restano forti i rumors su una sua uscita dal gruppo. Per andare dove? Continuano a circolare indiscrezioni su un suo arrivo alla guida di Bnl-Bnp Paribas, anche se membri del suo staff smentiscono questa ipotesi.

Oggi il CEO di DB, John Cryan, ha appena annunciato la nuova strategia. L’Ad ha spiegato che non ci saranno tagli in Italia, ma uscita da dieci paesi. Il gruppo non farà cassa in Italia e sembrerebbe quindi che F&F non si venderà. I private equity resteranno dunque a bocca asciutta? Ecco comunque i punti principali del piano presentato oggi.

• Riduzione dei costi, rafforzamento del capitale, Post-tax return on tangible equity maggiore del 10% entro il 2018
• DB esce da dieci paesi: Argentina, Chile, Mexico, Peru, Uruguay, Denmark, Finland, Norway, Malta, New Zealand
• In Europa, la banca rafforzerà la sua presenza puntando su sinergie tra Private Banking e Wealth Management
• Riduzione di 200 filiali in Germania
• 9.000 tagli diretti di personale entro il 2018. Nel processo di ridimensionamento dello staff, vanno considerati 19 mila esuberi di Postbank, come conseguenza della cessione delle poste tedesche già annuncitata da DB
• L’Italia rimane un mercato chiave per Deutsche Bank e qualsiasi rumor di un presunto ritiro è totalmente infondato