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Bain, Advent e Clessidra pronti al lancio di un bond da 1,1 miliardi per Icbpi

Pronto in rampa di lancio un bond da 1,1 miliardi di euro per finanziare l’acquisizione dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari (Icbpi). Il riassetto della società delle Banche Popolari, ceduta prima dell’estate  alla cordata di private equity Bain Capital-Advent-Clessidra, sta arrivando rapidamente all’atto finale. Nelle scorse settimane ci sarebbe infatti stato il via libera delle Authority (Banca d’Italia e Bce) all’operazione: avrebbe infatti avuto il semaforo verde l’offerta da 2,150 miliardi per l’Istituto Centrale, cioè quella accompagnata da una fetta sostanziosa di debito. L’ok delle autorità monetarie rappresenta un passaggio fondamentale verso la conclusione del riassetto: infatti non era ancora certa quale sarebbe stata la struttura finanziaria dell’operazione. È infatti il caso di ricordare che, oltre alla proposta da 2,150 miliardi con maggiore leva, esisteva una seconda opzione (attorno ai 2 miliardi di euro), che predeva una valutazione minore ma un’offerta interamente in equity. Così, archiviate le approvazioni all’operazione, ora si starebbe entrando in una seconda fase. Una volta finalizzato il closing, secondo indiscrezioni, sarebbe prossimo il lancio di un bond, riservato agli investitori istituzionali, da 1,1 miliardi di euro. Ci starebbero lavorando tre banche, quelle che si sono candidate a finanziare fin dall’inizio l’operazione: cioè l’inglese Hsbc e le americane Goldman Sachs e Jp Morgan. A lanciare l’emissione però non sarà l’Istituto Centrale, bensì il veicolo che ha lanciato l’operazione e dietro il quale ci sono i tre private equity azionisti: cioè Bain Capital, Clessidra e Advent. Il veicolo, che è stato chiamato Mercury, emetterà il bond e poi, nel corso del tempo, riceverà a monte i dividendi da Icbpi. Si tratta di un passaggio fondamentale verso la conclusione positiva di tutta l’architettura finanziaria. Per l’Istituto Centrale delle Banche Popolari sarebbe  inoltre prevedibile, in un arco temporale abbastanza breve, una quotazione a Piazza Affari. È infatti il caso di ricordare che le stesse Popolari azioniste (Credito Valtellinese, Banco Popolare, Bper, Popolare Vicenza , Veneto Banca, Iccrea, Popolare Cividale, Banca Popolare di Milano e Ubi ), prima di vendere il controllo ai private equity, hanno più volte considerato nel passato di quotare Icbpi. Del resto, gli asset di tipo finanziario stanno riscuotendo sempre maggiore interesse da parte dei private equity. Le stesse Bce e Banca d’Italia sembrano più “morbide” sul tema dell’ingresso dei fondi nelle banche rispetto a qualche tempo fa. L’acquisto dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari è inoltre una delle maggiori operazioni di quest’anno compiute in Europa dai fondi su asset finanziari. La cordata costituita da Bain, Advent e Clessidra (i fondi guidati rispettivamente da Luca Bassi, Jeff Paduch e Claudio Sposito) è riuscita a battere, ma solo sul fil di lana l’altro consorzio in campo: quello costituito da Cvc (guidata da Giampiero Mazza) e Permira (il fondo britannico il cui capo italiano è Fabrizio Caretti). L’asta, gestita dagli advisor Mediobanca e Equita, si è risolta, dopo una serie di rilanci, solo prima dell’estate. Ora si va dunque verso la fase due, con l’emissione del bond.