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L’Ipo di Poste Italiane (all’ultimo atto) cerca “il valutatore dei valutatori”

Anche l’ultimo tassello dell’Ipo di Poste Italiane starebbe prendendo posto. E’ stato formalizzato infatti da qualche giorno il bando con il quale l’azionista di Poste (cioè il Governo Italiano) sceglierà una banca d’affari valutatrice, a cui chiedere una fairness opinion sulla stima che verrà fatta dai global coordinator e dall’advisor dell’Ipo. Una sorta di controllo incrociato per verificare la correttezza della valutazione. Nel bando, secondo le indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore, si farebbe riferimento a un compenso per il lavoro di fairness opinion di circa 100mila euro. Di sicuro l’Ipo di Poste sarà l’evento dell’anno per il lungo plotone di consulenti legali e finanziari coinvolti. Banca Imi, BofA Merrill Lynch, Citigroup, Mediobanca, UniCredit sono i global coordinator. Nel ruolo di jointbookrunners istituzionale ci sono invece Credit Suisse, Goldman Sachs, Jp Morgan, Morgan Stanley e Ubs. Rothschild è advisor finanziario di Poste Italiane, mentre Clifford Chance e Brancadoro Mirabile sono advisor legali. Lazard è invece advisor finanziario del ministero per l’ Economia e lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli l’advisor legale del ministero. Chiomenti e Shearman & Sterling sono infine advisor legali dei coordinatori dell’offerta globale e dei Jointbookrunners. Quindi fra poco si unirà un nuovo consulente al plotone e tutto sarà pronto per l’Ipo dell’anno, il cui valore dovrebbe essere di circa 9 miliardi di euro: sbarco in autunno e grande interesse da parte degli investitori istituzionali, si attende soprattutto americani.