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L’asta sul City Airport di Londra mette in ombra la vendita di una minoranza dell’aeroporto di Roma

Che fine ha fatto la cessione di una quota di Aeroporti di Roma da parte della Atlantia dei Benetton? Tra gli addetti ai lavori sale forte l’interrogativo sull’operazione che sarebbe dovuta concludersi questa estate con la cessione di due minoranze del 15 per cento: un 15% ad Adia, il fondo sovrano di di Abu Dhabi all’interno dell’alleanza azionaria tra Alitalia e la compagnia Etihad Airways e un altro 15% per il quale erano in corsa il fondo infrastrutturale canadese Borealis, affiancato a un fondo sovrano, e il gruppo finanziario cinese Gingko Tree. Ma nel frattempo notano alcuni osservatori sarebbe montato l’interesse per un’altra asta, che ha catalizzato le antenne in Europa: cioè quella del City Airport di Londra, messo in vendita dal proprietario Global Infrastructure Partners che avrebbe chiamato come advisor Credit Suisse. Per il City Airport sarebbero scesi così in campo proprio la canadese Borealis assieme ad Allianz, ma anche l’Ontario Teachers Pension Plan che starebbe lavorando sul dossier assieme al fondo sovrano del Kuwait Kia e al gruppo finanziario Hermes. Fino all’australiana Macquarie. Qualche osservatore avrebbe ipotizzato che anche la stessa Atlantia possa valutare l’investimento in cordata. L’aeroporto londinese sarebbe valutato quasi 3 miliardi di euro. Insomma, non pare sbagliato immaginare che la cessione di una quota azionaria dello scalo romano sia stata in qualche modo ritardata dall’accelerazione dell’asta sull’aeroporto londinese, dove fra l’altro è in vendita la maggioranza.