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Operazione anti-iattura: la storia del palazzo di via Bossi 6 a Lugano, crocevia dell’accordo Bee-Berlusconi sul Milan

Palazzo di Via Bossi 6 Lugano. I ticinesi lo hanno definito da tempo palazzo sfigato. Qualche napoletano probabilmente vi entrerebbe con “o curniciello”, il classico cornetto rosso, come antidoto alla iattura. Ma veniamo al succo della storia: il palazzo di via Bossi 6 a Lugano è assai noto tra i cittadini della capitale ticinese, soprattutto commercialisti, fiduciari e avvocati d’affari. Per noi italiani invece è un indirizzo sconosciuto, tranne che per quei pochi osservatori il cui occhio è caduto sulla sede della società fiduciaria T&F Tax and Finance guidata da Gerardo Segat ed Andrea Baroni: appunto in via Bossi 6 a Lugano. Ebbene, come le cronache di questi mesi hanno riportato, la T&F Tax and Finance e Gerardo Segat sono stati gli advisor finanziari del thailandese Mr Bee nella trattativa che dovrebbe portare all’acquisto del 48 per cento del Milan per 480 milioni di euro.
Nel palazzo di via Bossi 6 a Lugano, come riportato da numerosi organi di stampa, si sono ad esempio recati Silvio Berlusconi e il suo staff per arrivare a chiudere l’accordo con Mr Bee.
Ma in tutta questa storia, al di là dei personaggi coinvolti, c’è un altro curioso protagonista: appunto il palazzo di via Bossi 6 a Lugano. Forse per la vicinanza con il Tribunale, nel cuore della city luganese, forse chissà per altri motivi, nel palazzo di via Bossi 6 hanno sempre avuto gli uffici società e personaggi noti e meno noti, ma tutti accomunati da vicende più o meno sfortunate. Così, di via Bossi 6 nel passato si è parlato anche per altri episodi visto che vi aveva sede la società di Giorgio Ferrecchi che a metà degli anni 90 veniva indicato dai quotidiani come il fiduciario svizzero di Silvio Berlusconi. Per continuare con la lista in via Bossi 6 hanno avuto sede anche altre società come le misteriose Orion Communication Sa e Dominfid. E, se andiamo indietro nel tempo, nello stesso immobile hanno avuto sede altri personaggi più o meno noti, ma sempre con alterne fortune come il re del contrabbando delle sigarette Gerardo Cuomo oppure un avvocato ben noto alle cronache finanziarie ticinesi come Desiree Rinaldi, che vi si recava spesso pur non avendo lo studio nell’immobile. Tanto che in un articolo di alcuni anni fa in un giornale ticinese (eccolo http://www.tio.ch/News/Archivio/27652/P-S–Palazzo-Sfigato/) si faceva ironia insistendo sul fatto che “il palazzo sia stato oggetto di malocchi non ci piove” e consigliando “vivamente a chiunque passasse di lì di cambiare marciapiede”. Insomma, non è dato sapere se il thailandese Mr Bee sia superstizioso ma forse vale la pena consigliargli, prima di recarsi a Lugano nella sede del consulente T&F Tax and Finance e in vista della chiusura dell’accordo con Silvio Berlusconi, di munirsi di un classico strumento anti-jella come “o curniciello”. Non si sa mai, ma forse un po’ di sana ironia napoletana potrebbe facilitare la chiusura dell’accordo fra il broker e Silvio Berlusconi.

  • Diego |

    Altro particolare inquietante di questa storia. Ma si è capito (1) se t&f Tax And Finance è un Advisor in qualsiasi modo qualificato per questa operazione? (2) Se Sagat è consulente di Bee oppure di Berlusconi, (3) Licia Renzulli chi rappresenta? (4) perché un broker thailandese dovrebbe affidarsi ad un fiduciario di Lugano e non ad una banca d’affari internazionale?

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