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Gli americani Blackrock, Soros e i francesi Amundi, Lazard e Natixis tra gli istituzionali dell’Ipo Caffé Zanetti-Segafredo

Andrà in Borsa a 11,6 euro per azione e una capitalizzazione iniziale di quasi 400 milioni Massimo Zanetti Berverage Group, il primo caffé italiano ad approdare a Piazza Affari. Il debutto dell’azienda posseduta dall’imprenditore Massimo Zanetti è atteso mercoledì 3 giugno. Il prezzo fissato per il gruppo del caffé Segafredo, alla fine, sarà al minimo della forchetta indicata in fase di collocamento, che era tra gli 11,6 e i 15,75 euro. L’offerta, organizzata da Bnp Paribas e Banca Imi, ha ricevuto ottime adesioni per il retail e un parterre di istituzionali di grande qualità. Gli istituzionali hanno evidenziato una domanda per una volta e mezza. Il 15%-20% della domanda è arrivato dagli Stati Uniti con grandi sottoscrittori che, secondo le indiscrezioni, vedrebbero tra i protagonisti Blackrock e i fondi di George Soros. Buona la domanda dall’Europa Continentale: l’Italia è contata per il 25% (con i maggiori asset manager), con la presenza di investitori provenienti da Svizzera, Scandinavia e Francia: tra gli acquirenti Amundi, Lazard e Natixis. Il pubblico ha invece coperto la parte riservata già nei primi giorni, con una domanda vivace. Alla fine al retail (con una domanda di tre volte), cui era stato destinato inizialmente l’11%, verrà assegnata una quota ben superiore, circa un quarto delle azioni complessivamente collocate (12,2 milioni i titoli massimi dell’offerta in vendita e sottoscrizione, greenshoe inclusa). I coordinatori globali dell’Ipo Zanetti sono stati Banca Imi e Bnp Paribas, che agiscono anche come joint bookrunners insieme a Jp Morgan Securities. L’offerta, iniziata il 18 maggio, riguardava fino al 32,1% della società (35,6% con la greenshoe). Fondata nel 1979 a Bologna, presente in oltre 110 Paesi, Zanetti ha registrato 781 milioni di ricavi nel 2014 con un utile di 13 milioni. L’operazione è strutturata parte in vendita e parte in sottoscrizione, con un aumento di capitale che al prezzo di collocamento vale 73 milioni e dovrebbe andare in via prioritaria al rimborso del debito contratto per l’acquisizione di Boncafé lo scorso anno.