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Il sì combattutto di Ettore Riello a cedere il controllo della sua azienda leader delle caldaie

Alla fine ha dovuto cedere. C’è ancora abbastanza incredulità, tra gli addetti ai lavori che lo conoscono, alla decisione di Ettore Riello di cedere il controllo del gruppo fondato dalla sua famiglia. Per tanti mesi Ettore si era infatti opposto a questo esito fino ad andare su tutte le furie quando il nome della sua azienda era finito nella lista del fondo di turnaround di Kkr, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Ma alla fine le pressioni (anche quelle delle banche) hanno prevalso. In particolare non erano più sostenibili quei 340 milioni di debiti, in scadenza in buona parte tra quest’anno e il prossimo sottoscritti con un pool composto da UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Bpm, Veneto Banca e Bnp Paribas. Un debito “scriteriato” visto che l’azienda è tuttora sana, che era servito anni fa a liquidare il private equity Carlyle. Così Ettore Riello avrebbe detto di sì: cederà il controllo a un industriale, forse quell’olandese Bdr Thermea che si è fatta avanti, o forse ad Ariston Thermo che però sembra troppo piccolo rispetto al rivale per un’operazione del genere. Tranne che Ettore Riello, di cui in tanti conoscano la caparbietà, non torni indietro sui suoi passi e magari possa provare a raggiungere una soluzione intermedia, magari cercando un private equity a cui vendere una minoranza.

  • Alex64 |

    Fondo Strategico dove sei? Oppure vogliamo un’altra “operazione fantastica” come INDESIT?

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