Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

L’indiana Mahindra a un passo da Pininfarina per farne il suo hub europeo nell’automotive

Un progetto ben studiato sul lato finanziario e industriale: con l’obiettivo di sviluppare Pininfarina con un piano di investimenti, facendone l’hub europeo nell’automotive della conglomerata indiana. Ancora pochi giorni, ma ormai sembrano non esserci più ostacoli all’arrivo degli indiani di Mahindra & Mahindra  al controllo di Pininfarina. Dalle banche, assistite dallo studio legale Linklaters, del resto c’è già ampio consenso all’operazione, dopo la ristrutturazione del 2008 finalizzata proprio alla cessione dell’azienda piemontese. Così, dopo la formalizzazione dell’offerta, prima della data dell’assemblea, il dossier ripasserà agli istituti di credito per il via libera formale e definitivo: in campo ci sono i 13 gruppi bancari creditori (per una cifra complessiva di 87,3 milioni a fronte del pegno sull’intero pacchetto azionario di controllo) nei confronti  della società torinese di automotive. Dopo di che Pininfarina sarà pronta a passare sotto la nuova proprietà indiana, che nell’operazione è stata assistita dalla banca d’affari Rothschild e dallo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli. Del resto, il piano che la conglomerata Mahindra & Mahindra  ha nella mente per Pininfarina è ambizioso. Il colosso asiatico farà dell’azienda torinese il baricentro futuro delle sue attività di automotive in Europa, dove non è presente in questo settore.  In effetti, il gruppo indiano da diverso tempo stava provando ad entrare in Europa con un’acquisizione: in precedenza, la società, il più grande fabbricante di Suv in India, ci aveva provato direttamente con produttori di auto occidentali come Jeep, Land Rover, Jaguar, senza però finalizzare le operazioni. Ora ci è riuscita con Pininfarina, anche se in un settore parallelo dell’automotive: un’operazione rilevante dal punto di vista strategico perché Pininfarina è sia una società di servizi sia per conto terzi e Mahindra (terzo cliente del gruppo torinese) avrà dunque la possibilità, partendo da questa acquisizione, di avviare la produzione in Europa. Sarebbe, inoltre, già previsto un piano di investimenti per lo sviluppo dell’azienda italiana, che verrà mantenuta quasi nella sua integrità.

  • Alex64 |

    Ovvero, chiusura del marchio, chiusura degli stabilimenti, delocalizzazione in India, evvai!

  Post Precedente
Post Successivo