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Ecco tutti gli advisor delle 4 offerte dei fondi per l’Istituto Centrale delle Banche Popolari

Sono arrivate nella tarda serata di ieri agli advisor Mediobanca ed Equita le offerte per l’Istituto Centrale delle Banche Popolari. Allo sprint finale ci sarebbero, secondo le indiscrezioni, quattro contendenti: il consorzio formato da Bain-Advent-Clessidra, la cordata fra Cvc e Permira e quella tra Cinven e Bc Partners e, infine, il fondo Hellmann &Friedman che per ora correrebbe da solo. La presentazione delle offerte è il primo passo per passare alla fase successiva: quando le banche popolari azioniste dell’Istituto Centrale ammetteranno i prescelti (si parla sul mercato di una possibile short list con due soli contendenti) al processo di data room, nel quale i fondi avranno modo di valutare i dati confidenziali della società delle carte di credito. L’ago della bilancia resta il prezzo che i fondi di private equity saranno in grado di mettere sul piatto: che potrebbe oscillare tra i 2,2 e i 2,3 miliardi di euro. Proprio i fondi hanno costituito dei consorzi per riuscire a costruire offerte con una maggior percentuale di equity (quindi capitali propri). La prima a formarsi è stata la cordata tra Cvc e Permira (assistiti da Ubs, Kpmg e Banca Imi), mentre un mese fa Clessidra si è unita a Bain ed Advent per formare un inedito consorzio a tre: una cordata che può contare, oltre che sull’aiuto del manager ex-Ad di Telecom Italia Franco Bernabè, su ben 4 advisor, cioè Vitale Associati, Rothschild, Hsbc e Goldman Sachs, con le ultime due banche pronte a fornire anche i finanziamenti. Per ultima è nata la cordata tra Bc Partners e Cinven, che conta sull’appoggio dell’advisor Unicredit. Resta da capire se i fondi saranno pronti a una super-offerta per battere subito la concorrenza oppure se cercheranno di essere più attendisti in modo da poter visionare i numeri confidenziali dell’Istituto Centrale: proprio i private equity solleverebbero qualche dubbio sulla procedura vista la complessità del business di Icbpi. C’è inoltre da sciogliere un nodo ulteriore, quello di Banca d’Italia, che avrà la parola finale sul riassetto.