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Per la fusione tra Wind e 3 Italia serve anche l’accordo tra la russa Altimo e i norvegesi di Telenor

Si sono rincorsi, la scorsa settimana, rumors di altri incontri interlocutori a Londra fra gli azionisti di Wind, cioe’ il gruppo Vimpelcom, e quelli di 3 Italia, cioe’ la cinese Hutchison Whampoa. La domanda sorge dunque spontanea. Si arrivera’ o meno alla fusione che ormai da piu’ di due anni viene dichiarata a un passo dal concludersi. Secondo indiscrezioni le discussioni sarebbero andate avanti e anche sul fronte della governance si sarebbe arrivati a un accordo con la scelta di una societa’ paritetica (50 e 50) fra Vimpelcom e Hutchison Whampoa. Ma c’e’ sempre qualche problema a frapporsi davanti al raggiungimento dell’accordo. Non solo le valutazioni differenti delle due societa’ (Wind piu’ grande e 3 Italia piu’ piccola) o la loro diversa situazione finanziaria (3 Italia poco indebitata con le banche, grazie ai miliardi investiti dal socio cinese, e Wind assai esposta verso i finanziamenti): ora il nuovo nodo potrebbe essere nell’azionariato della stessa Vimpelcom. A dover trovare un accordo sulle scelte per Wind sono infatti i due azionisti di Vimpelcom: la russa Altimo e la norvegese Telenor. E’ pur vero che i due grandi capi delle due realta’ il russo Mikhail Fridman e il norvegese Jon Fredrik Baksaas, hanno sempre avuto una visione comune. Ma per arrivare a una fusione tra Wind e 3 Italia servira’ anche il loro accordo.

  • Carlo Festa |

    Gentile laura, in effetti c’è il rischio che una fusione porti una riduzione del personale in eccesso. Ma dagli ultimi rumors sembrerebbe che l’operazione si sia rallentata. Staremo a vedere. Saluti Carlo Festa

  • laura fabiani |

    Che previsiobi per i lavoratori di wind e di tre?di solito queste operazioni portano una riduzione delboersonale operativo…

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