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Le banche d’affari fanno pressing sul Qatar per quotare Valentino Fashion Group. Ma da Doha la risposta è: no, grazie

Le banche d’affari bussano al Qatar per proporre la quotazione di Valentino Fashion Group. Ma da Doha arriva un cordiale: no grazie. Secondo indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore, ci sarebbe un certo pressing delle merchant bank internazionali per convincere i vertici della maison, a cominciare dall’amministratore delegato Stefano Sassi, e l’azionista del Qatar, la holding della famiglia reale Mayhoola for Investments, a valutare un’Ipo della maison a Piazza Affari. Tuttavia per ora le risposte sarebbero negative: anche perché a Mayhoola non mancano certo le risorse per gli investimenti nella griffe. Tuttavia Valentino oggi ha i numeri perfetti per una quotazione: una storia di successo negli ultimi anni con una crescita a doppia cifra prima con il rilancio di Permira e ora con l’ingresso del Qatar. Insomma, una equity story a livello internazionale perfetta per cedere azioni agli istituzionali. Ma la domanda, all’opposto, che sorge spontanea è un’altra: perché i reali del Qatar, che siedono su una montagna di liquidità, dovrebbero quotare Valentino?