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Mps, i timori sull’aumento da 3,5 miliardi e lo scetticismo degli investitori

I timori sull’entità  dell’aumento di capitale affossano Mps in Borsa. Solo ieri la perdita è stata del 7,8% con un valore del titolo che è precipitato a 40 cent. Mps aveva già lasciato sul terreno il 5,65% alla vigilia e il 4,98% mercoledì, dopo che era stato annullato il divieto delle vendite allo scoperto. In una settimana la variazione del titolo è stata negativa per oltre il 15,6 per cento. Continua a destare preoccupazioni l’idea che l’aumento della banca potrebbe non essere di 2,5 miliardi, ma di entità molto superiore. Ieri, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, sono circolate indiscrezioni in base alle quali il management della banca senese starebbe valutando l’ipotesi di incrementare a 3,5 miliardi l’ammontare. Ovvio che la situazione sia sotto stretta osservazione non soltanto dei vertici di Montepaschi, ma anche del consorzio bancario, che dovrà garantire la buona riuscita della ricapitalizzazione. Secondo indiscrezioni, il consorzio (formato da Ubs,   Citi, Goldman Sachs, Mediobanca, Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, Deutsche Bank, Credit Suisse e Société Générale) starebbe lavorando ancora a un aumento la cui asticella è fissata a 2,5 miliardi: ma l’impressione è che presto ci potrebbe essere un contro-ordine per alzare l’ammontare. Difficile avere certezze sul fatto che sarà davvero per 3,5 miliardi di euro. Ma, nel frattempo, le banche starebbero lavorando per capire il sentiment degli investitori istituzionali. Il timore non è tanto collegato alla paura di vedere un titolo Mps sempre più appiattito verso il basso, visto anche che bisognerà offrire uno sconto in sede di aumento. I timori sono piuttosto sulla scarsa fiducia del mercato nelle azioni della banca, testimoniati anche dal crollo di questi giorni. Gli investitori, soprattutto quelli esteri, sono scettici  soprattutto alla luce del balletto di cifre che ormai da un anno si altalena per la banca senese: da quando oltre un anno fa si parlava di un aumento di capitale da 2 miliardi poi salito a 5 miliardi anche per restituire gli aiuti pubblici. Per poi scoprire che servono altri 2,5 miliardi,anzi forse addirittura un miliardo in più. Gli azionisti che lo scorso anno hanno sottoscritto l’aumento da 5 miliardi ora si ritrovano a dover mettere altro denaro per non essere diluiti. Molti istituzionali stanno cercando di capire, se conviene ancora scommettere sulla banca senese. Di sicuro, sarà l’enigma principale fino al lancio della ricapitalizzazione.
 

  • alberto |

    se come affermate, è calata la fiducia sulla banca, come mai le obbligazioni invece sono tranquille?

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