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Ipo delle Ferrovie, il Tesoro sceglie l’advisor a costo zero

Ancora poco tempo e si dovrebbe conoscere il nome dell’advisor finanziario che portera’ le Ferrovie dello Stato in Borsa al piu’ tardi all’inizio del prossimo anno. Il dossier dovrebbe essere l’unico a tenere alto il tema delle privatizzazioni in ambito governativo, visto che Poste ed Enav sembrano congelati in attesa di tempi migliori. Ad anticipare l’Ipo di Fs, ci sara’ soltanto il collocamento del 5-6 per cento di Enel che potrebbe essere lanciato da un momento all’altro. Ma l’aspetto piu’ curioso secondo quanto risulta al Sole 24 Ore da fonti romane informate all’interno del Tesoro e’ un altro: in short list per l’incarico di advisor finanziario del Tesoro sull’Ipo di Fs sarebbero rimaste 4-5 banche. Ci sarebbero, secondo i rumors, i soliti noti come Lazard e Rothschild ma anche altri come Equita. Ebbene cio’ che stupisce e’ che chi verra’ scelto fara’ il lavoro di un anno a quasi zero compenso. Fino a un anno fa altri incarichi erano stati pagati dal Tesoro attorno ai 120mila euro. Ora neanche piu quello. Va bene che l’incarico di Ipo di Fs consentira’ di avere grande visibilita’, ma per le banche d’affari non ci saranno neanche i soldi per rientrare delle spese di una struttura che lavorera’ per un anno. Insomma, sembrano proprio finiti i tempi ruggenti delle privatizzazioni degli anni 90.