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Da Intesa Sanpaolo a Unicredit, ecco i piani azionari per i bancari dipendenti

Intesa Sanpaolo ha fatto da apripista con il leveraged employee co-investment plan (il cosiddetto Lecoip), ma ora altre banche potrebbero seguire la strada del piano d’investimento per i dipendenti, con l’assegnazione gratuita di titoli azionari. Secondo indiscrezioni  altri istituti di credito di livello nazionali starebbero studiando operazioni di tipo simile che permettono di stabilizzare l’azionariato e di fidelizzare i dipendenti che scommettono in questo modo sulle azioni della propria banca. Il nome più gettonato è quello di Unicredit, ma anche alcune Popolari (come ad esempio la Bpm) starebbero monitorando con attenzione il fenomeno
C’è da dire che per le altre banche non si tratterà necessariamente di un leveraged employee coinvestment plan, come  nel caso di Intesa Sanpaolo, ma il tema è ormai ben in evidenza sulle scrivanie degli azionisti e del top management dei maggiori istituti italiani, perlomeno quelli che sono usciti solidi dagli stress test della Banca Centrale Europea. Fra questi, secondo le indiscrezioni, ci sarebbe appunto anche Unicredit che  negli ultimi anni ha già realizzato numerose iniziative di azionariato diffuso.
Secondo fonti vicine alla banca guidata da Federico Ghizzoni, alcune iniziative sarebbero già in rampa di lancio. È ancora da chiarire però se saranno di tipo azionario oppure se saranno effettuate con un’altra modalità. Se si concretizzasse la prima eventualità, con un aumento di capitale dedicato, sarà prima necessario avere il via libera degli azionisti del gruppo di piazza Gae Aulenti.
È il caso di ricordare che Unicredit ha lanciato in passato l’Esop, il piano di azionariato diffuso utilizzato già da sette anni fa in 14 Paesi tramite il quale è possibile acquistare azioni con forte sconto. C’è poi il Welfare Plan, dove il dipedente può utilizzare il bonus per reinvestirlo su necessità familiari, come ad esempio le rette di studio dei figli.
Da seguire c’è poi tutta la realtà delle Banche Popolari, che già hanno un’ampia platea di soci dipendenti. Bpm sarebbe la più attiva sul dossier e l’Ad Giuseppe Castagna sarebbe attento all’evolversi della situazione.
Intanto Intesa Sanpaolo è pronta a lanciare in marzo la seconda parte del suo leveraged employee co-investment plan dedicato ai dipendenti all’estero: caratterizzato dall’attribuzione gratuita di una prima tranche di titoli e di una seconda legata a un aumento di capitale, anch’esso gratuito. In questo modo circa il 3% del suo capitale sarà in mano ai suoi dipendenti. La prima parte dell’operazione, curata da Credit Suisse, ha avuto del resto grande successo: con un’adesione in media superiore all’8o per cento, con punte del 90 per cento tra il top management e del 79 per cento tra i dipendenti. Questo tipo di iniziative, inoltre, sembra aver trovato il benestare di Banca d’Italia e della Consob.

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