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Uccmb, oggi summit decisivo fra Unicredit, Fortress e Prelios per chiudere l’operazione di cessione

Fortress e Prelios sono vicine a chiudere l’acquisizione del controllo di Uccmb da Unicredit. Nulla, secondo i rumors, sarebbe ancora stato firmato, ma venerdì sera sarebbero state raggiunte intese cruciali su alcuni punti importanti dell’operazione. Oggi sarebbe inoltre in programma un summit, forse decisivo, fra le tre parti coinvolte (Unicredit, Fortress e Prelios) con i rispettivi advisor finanziari e legali.
L’offerta economica e il piano industriale sarebbero già stati studiati nei dettagli. Sul piatto, secondo i rumors, dovrebbe finire una somma di 550 milioni di euro: dei quali 300 milioni per la piattaforma di gestione, composta da circa 700 dipendenti, e 250 milioni per il pacchetto di non performing loan: un portafoglio del valore nominale di 2,5 miliardi di euro valutato quindi circa il 10%.
L’ammontare dei crediti problematici oggetto di scorporo sarebbe, dunque, ancora sceso rispetto alla previsione iniziale: Unicredit era infatti partita con una somma di Npl attorno ai 4 miliardi di euro per poi scendere a 3,3 miliardi e ora attestarsi a circa 2,5 miliardi. Proprio lo scorporo dei crediti problematici sarà sul tavolo del consiglio di amministrazione, che fonti vicino a Unicredit definiscono tecnico, del prossimo 4 dicembre.
Il via libera all’operazione non dovrebbe invece passare nuovamente dal consiglio di amministrazione di Unicredit, visto che è stato affidato un incarico al manager Alessandro Decio e al chief financial officer Marina Natale di arrivare a una chiusura dell’operazione.
Anche il progetto industriale è ormai definito. Fortress-Prelios nominerà infatti Charles Spetka, managing director del gruppo americano, top manager naturalizzato italiano, come nuovo responsabile di Uccmb. L’offerta di Fortress-Prelios punterebbe inoltre a mantenere la sede della società a Verona e a farne un grande hub europeo per la gestione di crediti in sofferenza.
Insomma, Fortresse Prelios sembrerebbero aver accelerato in zona Cesarini sulla chiusura dell’operazione. Dieci giorni fa erano infatti sorti, all’improvviso, alcuni contrasti su alcuni aspetti dell’accordo: i manager di Fortress avevano infatti richiesto un sistema delle commissioni di servizio più premiante rispetto a quello ipotizzato inizialmente. A queste richieste Unicredit si era opposta e la banca milanese aveva d’altro canto messo sul tavolo altri paletti che avrebbero complicato la chiusura del deal. La scorsa settimana le parti, presenti i manager di Prelios, si sarebbero tuttavia nuovamente incontrate e sarebbe stato trovato un compromesso su diversi punti cruciali, complice anche la scadenza dell’esclusiva concessa alla cordata italo-americana, che rischiava di mandare all’aria tutto il lavoro fatto con il possibile rientro in campo di altri contendenti. Tanto che sembrerebbe che negli ultimi giorni si siano riallacciati dei contatti tra il gruppo guidato da Federico Ghizzoni e l’altro contendente in gara fino a un mese fa, cioè il gruppo statunitense Lone Star. Unicredit avrebbe sollecitato a Lone Star una nuova offerta, che sarebbe attesa settimana prossima.
Tuttavia questa apertura a Lone Star potrebbe essere superata dagli ultimissimi eventi. Venerdì ci sarebbe stato un incontro decisivo, mentre il summit in programma lunedì potrebbe spazzare via gli ultimi dubbi di Unicredit alla conclusione dell’operazione con Fortress-Prelios sulla base di un accordo della durata di 12 anni su un portafoglio da gestire per conto della banca di circa 50 miliardi (25 miliardi attuali e 30 in previsione nei prossimi anni), dando il via libera al passaggio di proprietà della piattaforma di Uccmb e dei relativi crediti problematici per 2,5 miliardi.