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Il fondo Usa Catterton verso la conquista della Intercos di Ferrari e Tamburi

Si avvicina il riassetto di Intercos, il gruppo produttore di cosmetici per conto terzi che meno di un mese fa ha deciso di rinunciare alla quotazione a causa delle cattive condizioni dei mercati.
Secondo indiscrezioni gli azionisti della società (gruppo creato da Dario Ferrari nel cui capitale c’è anche la Tamburi Investment Partner con una minoranza) dopo aver avviato una trattativa ristretta con alcuni gruppi finanziari americani, avrebbe infatti avviato discussioni in esclusiva con il private equity Catterton Partners. Le trattative sarebbero proseguite per diverse settimane e ora l’accordo potrebbe essere raggiunto.
Catterton Partners è un nome nuovo per l’Italia nel settore del private equity. Il gruppo finanziario nordamericano è conosciuto a livello internazionale per gli investimenti sui brand soprattutto nel settore consumer, retail e alimentare.
Catterton Partners avrebbe battuto le offerte di altri due private equity in corsa: cioè il colosso degli investimento americano Blackstone e Ccmp Capital.
Per Intercos, dopo lo stop alla quotazione avvenuta ai primi di ottobre, sono infatti arrivate numerose manifestazioni d’interesse ad esaminare il dossier da parte di private equity esteri.
Quindi, assieme all’advisor Rothschild che stava già aiutando la società nel progetto di sbarco borsistico, gli azionisti di Intercos avrebbero deciso di avviare trattative ristretto a pochi investitori.
Resta da capire quale quota stia trattando Catterton Partners. In quotazione doveva infatti finire sul mercato il 44,18% del capitale, di cui una parte acquistate in aumento di capitale e le altre cedute dai veicoli della famiglia Ferrari.
Il capitale del gruppo produttore di cosmetici in conto terzi era stato valutato in fase di pre-quotazione tra un minimo di 319,6 milioni e un massimo di 410,9 milioni di euro. Intercos ha chiuso il 2013 con ricavi consolidati per 329,8 milioni di euro (da 296,1 milioni nel 2012), un margine operativo lordo di 48,3 milioni (da 46,9 milioni) e un debito finanziario netto di 188 milioni (da 195,9 milioni).