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Ovs verso la Borsa con un valore attorno a 1,5 miliardi: ecco pro e contro dell’Ipo

Oggi L’ad del gruppo Coin-Ovs Stefano Beraldo ha confermato il mandato a Lazard per la quotazione di Ovs. E’ quindi stato confermato quanto indicato dal Sole 24 Ore e da questa rubrica il 15 aprile scorso, quando davanti alle prime indiscrezioni il gruppo aveva risposto con una smentita sull’incarico.

Confermato progetto e consulenti, ora partirà il beauty contest per scegliere i global coordinator. Tutto dovrebbe essere più chiaro nel giro di due settimane. Ma quanto potrebbe valere la quotazione di Ovs? Quest’ultima, che sarà scorporata dal gruppo Coin, ha un fatturato di 973,1 milioni sugli 1,467 miliardi complessivi del gruppo Coin, con un ebitda di 136,8 milioni. I dati sono di inizio 2013 ed è plausibile che per quando avverrà la quotazione di Ovs, Bc Partners cercherà di spingere l’acceleratore sulla redditività: il margine operativo lordo potrebbe quindi arrivare oltre i 150 milioni di euro.
Ora se si guarda ai multipli dei competitor si vede che Zara e H&M quotano 18 volte il Mol, NeXT 10 volte, mentre Gap solo 6 volte. Secondo qualche banker i multipli di Zara, che ha una presenza internazionale, restano inavvicinabili. Un multiplo di 10 volte potrebbe comunque essere buono, anche se bisognerà vedere quale è la storia del mol di Ovs degli ultimi 3 anni. Quindi un valore ipotizzabile di Ovs potrebbe essere attorno agli 1,5 miliardi di euro, presupponendo un Mol di almeno 150 milioni moltiplicato per 10 volte. Tuttavia ci sono anche gli aspetti negativi da considerare: malgrado Ovs stia espandendosi all’estero, il business resta quasi totalmente italiano, con tutti i rischi nel caso l’economia italiana veda un nuovo calo dei consumi. Inoltre, se si guarda alle ultime Ipo di successo, gli istituzionali esteri sono stati attratti da quelle società con attività internazionali. Non è il caso di Ovs e quindi resta da vedere se il titolo piacerà ai grandi fondi istituzionali stranieri.

  • Alberto |

    Mah, qualche sforzo – piccolo – di rilancio c’è stato ma l’impressione è che resti largamente insufficiente. La brand equity è ancora molto debole e il profilo rimane assai locale oltre che provinciale. Il management poi, non sembra all’altezza della sfida…. con Zara e H&M. Ultimo ma non ultimo, un numero eccessivo – e ingestibile – di punti vendita sul territorio nazionale.

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