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Le banche restano azioniste (per ora) dei tosaerba di Ggp

Dopo un’asta durata diversi mesi, le banche finanziatrici e azioniste hanno deciso di tenersi (almeno per ora) il gruppo Ggp, leader europeo dei tosaerba nato sulle ceneri dell’italiana Castelgarden. Le trattative con il fondo di private equity scandinavo Triton, a cui era stata concessa un’esclusiva, non sarebbero ancora tramontate, ma starebbero proseguendo a rilento.

Le banche socie (40 istituti fra i quali le posizioni maggiori sono quelle di Intesa Sanpaolo, Rbs, Credit Agricole e Bnp Paribas) non riterrebbero congrua la proposta di Triton, pronto ad offrire circa 280 milioni per una società che quattro anni fa era costata alle banche un impegno finanziario (fra iniezione di cassa e write off di crediti) superiore ai 700 milioni. Negli ultimi anni, inoltre, Ggp è ritornata a una discreta redditività con un fatturato di 430 milioni e Mol di 35 milioni. Ma la tattica potrebbe essere attendista, in attesa che Triton o qualche altro compratore (magari un industriale) si presenti con un’offerta migliore.