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Ecco come gli oligarchi russi (vicini a Putin) cercano di conquistare gli 11mila miliardi di dollari di riserve minerarie in Ucraina

Una guerra per difendere l'etnia russa in Ucraina o una guerra per difendere gli interessi del potere economico e finanziario russo e dei grandi oligarchi nati all'ombra di Vladimir Putin in Ucraina? La domanda sorge spontanea. L'altro giorno parlavo con un uomo d'affari che cura l'interesse di alcune istituzioni finanziarie in Russia. Dalla chiaccherata sono emersi fatti noti, che sono alla base di questo braccio di ferro: come il fatto che l’Ucraina ha delle riserve di gas naturale pari a 1.100 miliardi di metri cubi ed è la via principale per il transito del gas russo verso l’Europa: l’80 per cento passa dal territorio ucraino. Altri meno noti: come le mire di alcuni grandi oligarchi russi, negli ultimi anni, di espandersi e conquistare le grandi aziende ucraine, attive soprattutto nel settore delle materie prime.

Un nome su tutti mi ha colpito: ad avere interessi in Ucraina è quel Viktor Vekselberg, che di recente è diventato proprietario della Octo Telematics in Italia. L'azienda è stata venduta dal fondo Charme della famiglia Montezemolo alla holding Renova di Vekselberg. Proprio Vekselberg, nato in Ucraina ma cresciuto all'ombra di Putin al pari di altri oligarchi, qualche anno fa ha ingaggiato con l'ex-primo ministro Yulia Timoshenko (poi imprigionata) una battaglia per la conquista della Nikopol Ferroalloy Plant, il più grande impianto per la produzione di ferro al mondo. Lo stesso Vekselberg, stoppato nel 2005, ha riprovato di recente a comprare il Nikopol Ferroalloy Plant e altri giacimenti minerari per 1,5 miliardi di dollari. Tuttavia la situazione in Ucraina, dove gli oligarchi russi non sono visti di buon occhio, non sta facilitando certo le strategie del potere finanziario ed economico collegato al presidente russo. Del resto per gli oligarchi russi collegati a Putin ci sarebbe una ricchezza enorme da sfruttare in Ucraina. Il Paese possiede il 5% delle scorte mondiali di minerali concentrate in 9.000 miniere con giacimenti il cui valore, si ritiene, valga circa 11 trilioni di dollari americani. Al primo posto c’è il carbone, nel bacino di Donezk (dove questa attività iniziò già dal 1795). Con una superficie totale di 60.000 km. quadrati, i suoi giacimenti ammontano a circa 109 miliardi di tonnellate di carbone. I giacimenti di minerali di ferro stimati sono di circa 30 miliardi di tonnellate. L’Ucraina possiede anche importanti scorte di nichel, cromo, titanio, mercurio (di quest’ultimo detiene la seconda posizione a livello mondiale). L'impressione è che, come in Iraq per il petrolio, si tratti di una guerra minacciata per conquistare grandi ricchezze minerarie. Con gli oligarchi in attesa….