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La banca dei farmacisti si salva dal credit crunch

Salvataggio riuscito per la banca dei farmacisti. Comifin, che fornisce servizi finanziari per una rete di 1700 farmacie in Italia, ha infatti chiuso la ristrutturazione del suo debito. A causa della crisi finanziaria degli ultimi anni, questo settore ha conosciuto momenti difficili. Così Comifin, nel 2013, ha dovuto porre riparo al pesante indebitamento che rischiava di minare la solidità finanziaria dei bilanci. L’accordo tra le banche (tutte le maggiori tra le quali Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e Bpm assistite dall’advisor Cassiopea Partners) e l’azienda, controllata dalla holding Fd Consulants della famiglia milanese Pedretti riguarda 168 milioni di debito. Comifin è nata qualche anno fa, dopo essersi staccata con uno spin-off da Comifar grazie a un management buyout guidato dai soci Fabio Pedretti e Danilo Salsi. Le attività finanziarie per le farmacie hanno cavalcato la crescita per diversi anni, fino a quando il credit crunch, subito dopo il crack Lehman Brothers, ha cominciato a colpire il settore.