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Risanamento al riassetto ai primi di settembre. Zunino all’attacco

Il riassetto di Risanamento è pronto a finire sul tavolo delle banche. Il prossimo 3 settembre infatti la società fornirà, secondo gli impegni presi con gli istituti, un approfondito resoconto delle manifestazioni d’interesse arrivate per gli immobili parigini del gruppo immobiliare. E due giorni dopo, cioè il 5 settembre, potrebbe essere fissato un consiglio di amministrazione.
I maggiori creditori, da Intesa Sanpaolo a Unicredit fino al Banco Popolare, dovrebbero quindi a quel punto avere tutti gli elementi per dare avvio o meno al riassetto del gruppo, confrontando il vantaggio ottenibile dalla cessione dei palazzi parigini a quello che si otterrebbe invece se si accettasse l’offerta fatta per l’intera società a inizio giugno dall’imprenditore Luigi Zunino, ex-proprietario di Risanamento. Secondo le indiscrezioni, dall’attività di esplorazione a Parigi sarebbero emerse 6 manifestazioni. La più alta sarebbe quella del fondo Thor (a quota 1,250 miliardi). Seguirebbero, più basse (attorno a 1,1 miliardi) quelle di Ashkenazy, Morgan Stanley e Grosvenor. Senza dimenticare che il fondo sovrano del Qatar ha già formalizzato qualche mese fa un’offerta che valuta oltre 1,15 miliardi i palazzi.
I lavori dunque proseguono su due binari congiunti. Resta da capire se le offerte parigine siano (o meno) più convenienti rispetto alla proposta messa sul tavolo da Zunino, per l’intera società. Quest’ultimo si era detto pronto a offrire 0,25 euro per azione per rilevare il gruppo immobiliare e procedere poi al delisting. Proprio Zunino, con il supporto di Rothschild e Guido Rossi, ha messo a punto un’offerta che prevede, attraverso un nuovo veicolo, di rilevare il pacchetto Risanamento in mano alle banche e al sistema holding a un prezzo che di fatto valorizza il patrimonio francese 1,35 miliardi. Alle banche sarebbero poi stati offerti strumenti finanziari partecipativi nella società che emergerà dall’integrazione. Perno dell’operazione sarebbe un finanziamento di Banco Popolare, l’istituto più esposto verso il sistema holding di Zunino.
Una risposta delle banche alla proposta di Zunino, che fra l’altro secondo il piano di salvataggio accettato dai creditori nel 2009 possiede un’opzione per ricomprarsi l’azienda con scadenza dicembre 2013, è arrivata circa un mese fa: con una lettera gli istituti di credito, anche quelli più cauti sulla proposta di Zunino come Intesa San Paolo e Unicredit, avrebbero confermato all’ex-patron del gruppo di voler prendere in considerazione l’offerta, ma di poterlo fare solo dopo aver esaminato le manifestazioni d’interesse giunte per gli immobili parigini con la finalità di arrivare a una comparazione. Ora, a quanto si apprende da ambienti finanziari, il Cda di Risanamento dovrebbe presentare agli istituti di credito l’analisi sul processo parigino il prossimo 3 settembre. E a quel punto il riassetto, in una direzione o nell’altra, potrebbe iniziare.