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Clessidra, Carlyle, Axa e Alpha in corsa per comprare le figurine Panini

I grandi fondi di private equity si mettono in moto per conquistare Panini. Pronti all'offerta per il gruppo noto per le mitiche figurine, secondo le indiscrezioni, sarebbero alcuni gruppi finanziari come Clessidra, Carlyle e Axa Private Equity assieme ad Alpha.
Riusciranno nell'impresa? Sì perché non è la prima volta che le figurine Panini finiscono sul mercato per una possibile vendita. Era già successo qualche anno fa, ma poi gli azionisti avevano deciso di lasciare perdere.
Il problema è sempre lo stesso, da allora ad oggi poco è cambiato: quello del prezzo. Per le figurine Panini la richiesta sarebbe infatti addirittura di un miliardo di euro. Tanto, si dirà, per un'azienda che produce cartoncini dove sono impresse le immagini dei calciatori: dagli anni 60 ad oggi, quando a Modena venne costituita dai fratelli omonimi la Panini, il gruppo è sempre stato associato a ricordi dell'infanzia. Come la mitica figurina di Pizzaballa, il portiere dell'Atalanta che sembrava introvabile ai più. Per arrivare poi al magnifico undici del Mondiale in Spagna del 1982: Rossi, Cabrini e compagnia.
Ma, al di là dei ricordi dei bambini, pochi immaginavano che l'azienda potesse valere così tanto: un miliardo di euro. Per fare un esempio Acea, che fornisce l'elettricità a milioni di romani, vale 1,2 miliardi di euro. E la Saras dei Moratti, cioè tra i petrolieri più ricchi d'Italia, vale poco più di un miliardo.
Ma i numeri non nascono mai a caso e potrebbe anche essere che qualcuno decida di tirare fuori un miliardo per comprare il re italiano delle figurine. Sì perché la Panini, da azienda familiare di Modena, è diventata una multinazionale delle immagini: con oltre 600 milioni di euro di fatturato e circa 100 milioni di euro di margine operativo lordo. Ma, la cosa incredibile, è che nell'anno dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi i numeri dell'azienda balzano come un elastico crescendo anche del 20 per cento. E allora quale momento migliore per vendere se non proprio tra fine 2013 e inizio 2014 quando si sta per entrare nell'anno del Mondiali di calcio in Brasile, cioè l'evento degli eventi.
Di questa tempistica si devono essere accorti l'advisor Nomura e gli azionisti di Panini, cioè il manager Aldo Hugo Sallustro e la Fineldo della famiglia Merloni, che oltre dieci anni fa hanno comprato il gruppo di Modena dall'americana Marvel.
Da allora di tempo ne è passato e la società ha avuto un'accelerazione, espandendosi anche in altri mercati nel mondo (come gli Stati Uniti dove ha acquisito i diritti del basket Nba) e nell'area dell'online: per fare un esempio Panini, tramite la controllata francese, è anche proprietaria dei siti Footcenter.fr, Rugbycenter.fr e Paninistore.fr.
Insomma, in un mercato dell'editoria che soffre, le figurine Panini restano un'isola felice. Almeno così sembrerebbe. Ma c'è da fronteggiare la concorrenza.
Le nuove tecnologie infatti stanno invadendo anche il settore delle figurine. Per fare un esempio la Giochi Preziosi, che è partecipata proprio dal fondo Clessidra, sta per lanciare in vista dei Mondiali in Brasile delle figurine elettroniche che permettono di avviare dei filmati sull'IPad, con le migliori giocate dei campioni.
Piacerà la figurina elettronica ai bambini e agli adolescenti del futuro? Per ora non resta che assistere alla sfida fra private equity per la Panini. E resta una curiosità. Chissà cosa avrebbe detto Pizzaballa negli anni 60 se gli avessero detto che l'album Panini, con la sua mitica immagine, un giorno sarebbe stato venduto a quasi 2mila miliardi di vecchie lire.

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  • Frank 2000 |

    Qualcuno mi puo spiegare come mai ci sono società di equity che pagano vere e proprie follie delle aziende con marchi che dopo pochi anni non valgono nemmeno un decimo di quello che hanno pagato e poi alcune falliscono o fanno concordati.
    Es: cartorama, Filodoro ecc.
    per quanto riguarda le card elettroniche che interagiscono con tablet e smartphone di giochi preziosi sono già un flop. le hanno prodotte del Milan e dei gormiti e basta chiedere ad una edicola o a un Toyscenter come vanno le vendgte e la risposta sarà :malissimo!!
    Se fanno quelle dei mondiali auguri… ma povere banche che gli stanno dando 400 milioni di rinnovo debiti per il rilancio della giochi Preziosi sull’orlo del fallimento.

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