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Aumento Carige, ecco i motivi del disaccordo tra Malacalza e le banche

Rebus Carige. Lungo la strada, tortuosa, del salvataggio della banca genovese i rumors, le indiscrezioni, i dietro le quinte si sprecano. L’attore protagonista è Vittorio Malacalza, che nel bene e nel male resta sempre l’ago della bilancia per l’istituto.
Anche questa volta. Sono quasi le tre di notte di giovedì e tutto sembra pronto per le firme di rito per dare il via libera alla ricapitalizzazione di Carige. I consulenti e i manager della banca, secondo i rumors, sono riuniti al gran completo, malgrado l’ora tarda.
In attesa sono le tre banche del consorzio di garanzia (Deutsche Bank, Credit Suisse e Barclays) che guardano ai maggiori azionisti dell’istituto: in primo luogo la famiglia Malacalza, ma anche Gabriele Volpi e Aldo Spinelli. L’impegno (firmato) dei grandi azionisti a partecipare all’aumento è cruciale e richiesto dalle stesse banche per dare il via libera all’operazione. Si sta parlando proprio di questo tema da settimane, del resto.
Ma c’è qualcosa che non va per il verso giusto. Come in un film thriller, alle tre di notte di giovedì non avviene quanto è prevedibile. I Malacalza, che sono affiancati dai banchieri di Rothschild, fanno mancare le loro firme per sottoscrivere formalmente l’aumento e non si presentano a notte fonda al summit con le banche.
Cosa è successo? C’è chi parla di un documento, che le banche avrebbero sottoposto a Malacalza: sollevando la reazione sdegnata dell’imprenditore, contrariato per tale richiesta. E in questo modo potrebbe spiegarsi un passaggio del comunicato di ieri della Malacalza Investimenti in cui si dice che «la disponibilità non può tradursi in una impropria supplenza della funzione del consorzio di garanzia». Ci sono invece altre interpretazioni, più maliziose, che indicano qualche frizione tra i membri stessi dei Malacalza (Vittorio e i suoi due figli) per posizioni familiari non proprio coincidenti sulla partecipazione all’aumento. Di sicuro, la nottata deve passare.
Il consiglio di amministrazione della banca, guidato da Paolo Fiorentino, riunito per tutta la giornata di ieri ha confermato la sua volontà di proseguire per risolvere i nodi che ostacolano l’importante iniezione di liquidità. Malacalza, nel frattempo, è uscito con una nota in cui ha confermato la sua volontà di partecipare alla ricapitalizzazione e, anzi, di di accrescere la sua quota.

  • SABINA ABATE |

    Signori, sono una correntista Carige di vecchia data, vorrei sapere se i depositi fino a 100.000 euro sono tutelati, sono i risparmi di una vita e devo farmeli bastare fino alla morte. Non vorrei perderli e non vorrei toglierli dal conto che ho a Torino, anche perché stimo il direttore della filiale presso cui ho il conto, Grazie

  • emo |

    COME INVESTITORE DI UNA OBBLIGAZIONE SUBORDINATA CARIGE MI CHIEDO A QUESTO PUNTO SE LA SOMMA CHE INVESTII NEL 2011 E’ DA CONSIDERARSI PERDUTA O NOTEVOLMENTE RIDOTTA RISPETTO ALL’INVESTIMENTO INIZIALE E CHE NE SARA’ DEI MIEI RISPARMI NEL C.C. ED ALTRI PRODOTTI “CARIGE”

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