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Grandi Stazioni, in vista della scadenza sembra un testa a testa fra l’americano Lonestar e la francese Altarea

Affilano le armi i contendenti per la conquista di Grandi Stazioni. E già si profilano i possibili favoriti in vista delle offerte vincolanti che, tranne proroghe, dovrebbero essere il prossimo 31 maggio. Ebbene, secondo quanto risulta a questa rubrica, i più confidenti e concentrati sul dossier sarebbero in questo momento la cordata industriale-finanziaria di Altarea e il fondo statunitense Lone Star, mentre sembrerebbe un po’ più timida sul dossier Deutsche Bank assieme al fondo pensione danese Atp. Proprio quest’ultima cordata ha fatto l’offerta più alta in fase di non vincolanti (805 milioni con 629 milioni di equity a cui aggiungere 176 milioni di posizione finanziaria netta) ma ha perso in queste ultime settimane l’appoggio di Poste Vita nel consorzio visto che il gruppo italiano ha preferito ritirarsi. Molto concentrato, sempre secondo i rumors, sarebbe il private equity internazionale Lone Star, che aveva fatto l’offerta seconda classificata a quota 750 milioni. Pure assai attiva, malgrado il passo indietro nella cordata di Gic di Singapore, sarebbe Altarea affiancato a Predica (braccio finanziario del Credit Agicole) con un’offerta a quota 720 milioni: una cordata che avrebbe un’ottica industriale e finanziaria assieme, visto anche che Predica è investitore di Altarea. Della partita anche la cordata formata dall’imprenditore Maurizio Borletti con il gruppo Antin e Icamap, assistita da Leonardo & Co. A dover decidere, dopo il 31 maggio, saranno i soci di Grandi Stazioni, assieme agli advisor Rothschild e Gianni Origoni Grippo Capelli. A vincere sarà il prezzo più alto con il vincolo che le offerte finali non potranno essere inferiori a una percentuale superiore al 15% rispetto a quelle non vincolanti.