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Salvataggio della Fondazione Maugeri, entra il fondo inglese Trilantic per rimborsare i creditori

Riassetto in vista per Fondazione Maugeri, colosso della sanità e degli ospedali (18 soprattutto nel Nord Italia) con base a Pavia ma articolazioni in tutta Italia, travolto nel 2012 dall’inchiesta penale che ha coinvolto gli ex-vertici dell’ente e l’ex-governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Ma, a sorpresa, la via del rilancio dell’ente presieduto da Gualtiero Brugger, ora in concordato “in continuità”, passerà dall’ingresso di un gruppo finanziario internazionale, cioè Trilantic Capital Partners Europe, guidato da Vittorio Pignatti Morano e Giacinto d’Onofrio: uno dei maggiori private equity europei con una forte esperienza internazionale nel settore degli ospedali. Secondo le indiscrezioni lunedì dovrebbe infatti essere siglato l’accordo vincolante che porterà alla creazione di una newco, cioè Istituti Clinici Maugeri Spa, e all’ingresso con una corposa minoranza del fondo Trilantic a fianco della Fondazione Maugeri, che resterà in maggioranza. Al termine di quest’operazione, durante la quale Trilantic investirà 66 milioni di euro nella newco, la Fondazione Maugeri avrà infatti il 66% della società veicolo e il gruppo finanziario (con sede a Londra) il 34 per cento. Istituti Clinici Maugeri Spa erediterà quindi tutte le attività e passività (tra cui circa 180 milioni di euro di debiti verso banche e creditori) della precedente gestione, compreso il patrimonio immobiliare. Perno del nuovo piano è l’iniezione di liquidità per 66 milioni, di cui 56 milioni saranno utilizzati per soddisfare i creditori privilegiati. I restanti 10 milioni seriranno invece alla gestione del nuovo gruppo. Inoltre Trilantic stessa si è impegnata a versare altri 33 milioni (quindi con un investimento vicino ai 100 milioni complessivi) che potrebbero portarla al 43% delle azioni. Negli accordi è prevista la quotazione in Borsa della newco al termine del percorso di rilancio. Il closing verrà firmato lunedì, ma sarà ratificato soltanto con il via libera dell’assemblea del prossimo 19 aprile, con l’approvazione delle banche (un pool di 8 istituti esposti per circa 100 milioni) e con l’omologa del concordato. L’ingresso di Trilantic arriva a sorpresa, in quanto fino a ieri si pensava a un altro schema per il salvataggio di Fondazione Maugeri. Il piano di ristrutturazione finanziaria, depositato in tribunale nel maggio scorso, prevedeva infatti lo scorporo del patrimonio immobiliare (valorizzato 115 milioni di euro ma al netto dei mutui ipotecari stimato in 56 milioni) in un fondo: le quote di questo veicolo sarebbero poi state date ai creditori privilegiati. Con il nuovo progetto questi ultimi riceveranno invece liquidità. Il piano si intreccia con il patto già stretto con la Regione, che ha rinunciato a costituirsi parte civile nell’inchiesta penale e quindi a un possibile risarcimento di 230 milioni di euro (in cambio la Maugeri ha messo sul piatto circa 13 milioni e mezzo di euro). Ma la stessa Regione avrà in pegno la quota della Fondazione (il 66%) al termine del riassetto previsto nel nuovo piano.