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Il balletto dei numeri degli interessati a Grandi Stazioni e l’attesa per le offerte non vincolanti

A gennaio entrerà nel vivo l’asta per la cessione di Grandi Stazioni, partecipata dalle Ferrovie dello Stato. Dopo l’invio (da parte dell’advisor Rothschild) delle lettere di invito finalizzate a formulare le offerte non vincolanti, si arriverà infatti a un’ulteriore scrematura dei potenziali interessati dalle attuali manifestazioni d’interesse che sono state indicati in 17 con l’ulteriore precisazione che si tratterebbe di raggruppamenti. Ebbene, tra gli operatori del settore ha sollevato una certa curiosità il balletto dei numeri sui potenziali interessati a Grandi Stazioni, visto che a metà dicembre erano circolate indiscrezioni che indicavano addirittura in 60 i gruppi interessati, numero ovviamente fuori dalla realtà. In realtà, al di là del balletto dei numeri, tutti quanti nel settore finanziario sanno bene che sono al massimo 5 o 6 i soggetti che (da soli o in cordata) potranno mettere a segno l’operazione su Grandi Stazioni grazie alle capacità finanziarie e alle esperienze maturate nel settore retail. Come già indicato già da questa rubrica i più attendibili sono infatti gruppi come Lonestar, Blackstone, Bc Partners, Carlyle più forse qualche industriale/finanziario transalpino. Ecco diciamo che forse i soggetti veramente agguerriti potrebbero arrivare al massimo a 7. Sempre un buon numero, certo. Ma ben lontano dai 60 che venivano dati in corsa un mese fa.