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Per i call center Comdata testa a testa fra i private equity Pai e Carlyle

I call center di Comdata potrebbero presto finire a un grande private equity. L’asta per il gruppo milanese, tra i leader nazionali del settore, pare infatti essere alle battute finali. Alla fase conclusiva del processo competitivo, gestito dall’advisor Rothschild, il più’ accreditato per il successo finale sembra infatti essere il private equity di emanazione transalpina Pai Partners guidato da Raffaele Vitale e Roberto Ferraresi. Ma, secondo quanto indicato ieri dal servizio di intelligence Mergermarket, fino all’ultimo ci potrebbe essere un testa a testa con il fondo americano Carlyle, guidato in Italia da Marco De Benedetti. Del resto, l’asta su Comdata fin dall’inizio ha attratto l’interesse dei maggiori private equity attivi in Italia: da Permira ad Apac e Cvc, in tanti si sono affacciati sul dossier. Oggi il gruppo Comdata, 350 milioni di fatturato e un portafoglio di clienti come Vodafone, Telecom Italia e Sky, fa capo in maggioranza al presidente Enrico Saraval (con l’85 per cento) e all’investitore Gianfilippo Cuneo con il restante 15 per cento. L’operazione potrebbe valere un po’ meno di 300 milioni di euro.

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