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Inter, prevista domani la firma di Suning con Oaktree: ecco perché il fondo californiano entra in partita

E’ prevista domani, secondo quanto trapela da ambienti vicini all’Inter, la firma del termsheet con la quale il fondo statunitense Oaktree diventerà ufficialmente il partner finanziario di Suning per far uscire l’Inter da una situazione a rischio sul fronte delle scadenze finanziarie: cioè stipendi, pagamenti degli interessi sul bond e altro.

Ovviamente si tratta di indiscrezioni e bisognerà vedere come si evolveranno le cose in queste ore. Come anticipato dal Sole 24 Ore, nelle scorse settimane alla fine la soluzione prescelta sarà quella di un prestito-monstre, almeno per un club del calcio: cioè 275 milioni di euro che saranno forniti alla Great Horizon, veicolo lussemburghese di Suning.

Si tratta di un prestito cosiddetto ibrido, cioè a metà tra finanziamento (con in garanzia le azioni dell’Inter) ed equity. Su quest’ultimo fronte, come previsto nelle scorse settimane, andrà a terminare la partnership con l’investitore di minoranza LionRock Capital. La sua presenza silenziosa si concluderà con l’esercizio del put and call che porterà Suning a liquidare LionRock per la cifra (come da accordi) di 33 milioni. L’intera partecipazione valeva infatti 166 milioni, ma per 133 milioni si trattava di un prestito della stessa Suning.

All’interno dell’operazione complessiva di Oaktree, il fondo californiano dovrebbe, all’interno dello strumento ibrido fornito, entrare anche in minoranza.

Tutto risolto quindi? Detto che bisogna vedere se l’operazione verrà effettivamente annunciata domani (in questo tipo di transazioni basta un cavillo per fermare o ritardare tutto) e dato per scontato che l’altro contendente Bain Capital Credit sia in ritardo, c’è da chiedersi cosa succederà dopo l’operazione di Oaktree.

Ebbene, a dispetto di quello che si dice in queste ore con dichiarazioni forse troppo entusiastiche, c’è da dire che la trama, al momento della firma dell’accordo, sarà appena iniziata.

Oaktree è un investitore californiano tra i più seri, ma anche duri nelle negoziazioni. Di sicuro, per prestare 275 milioni, avrà messo sul piatto delle condizioni molto pesanti per Suning. E quest’ultima, accettandole, sa che avrà un’ombra continua sulla propria testa. Non rispettando le condizioni, il club nerazzurro finirà inevitabilmente ad Oaktree.

Resta da capire perché il fondo californiano si è impegnato in un’operazione del genere. Come dimostra il caso Elliott sul Milan (che ha finora profuso 700 milioni) il calcio rischia di essere una voragine senza fine. Secondo qualche osservatore, il fondo Oaktree è già uno dei maggiori sottoscrittori dei bond da 375 milioni emessi dall’Inter.

Insomma, il fondo californiano potrebbe essere sceso in campo per difendere l’unico asset a garanzia di prestiti già esistenti sul lato obbligazionario. Alla fine (fra il maxi-prestito da 275 milioni, la minoranza e quanto investito sul bond) l’esposizione complessiva sull’Inter potrebbe avvicinarsi ai 350 milioni e forse superarli. Nel caso in cui Suning dovesse mancare le scadenze e finire in default con il suo veicolo lussemburghese, la normativa del Granducato in materia è abbastanza certa: il passaggio delle azioni al finanziatore, con escussione del pegno, è molto più veloce che in Italia e quasi automatico e Oaktree si troverebbe dunque proprietario del club. Ora il pallino va alla famiglia Zhang per capire quanto sarà motivata a tenersi l’Inter evitando incidenti finanziari di percorso. L’unica certezza è che il film è appena iniziato.