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Inter: Bc Partners-Suning, trattativa sino a fine gennaio. Ecco le ipotesi

Beppe Marotta conferma le indiscrezioni, anticipate dal Sole 24 Ore, sulle intenzioni di Suning di cedere una quota dell’Inter. Era ormai abbastanza ovvio confermare. Le trattative con Bc Partners saranno ormai tema quotidiano, fino a quando sarà terminata la due diligence sui conti del club.

Tuttavia, a beneficio dei lettori, faccio una premessa. Non sarà per niente facile strutturare un’operazione come questa e in tempi veloci, richiesti da una serie di scadenze finanziarie. Sono i numeri a far comprendere che un’operazione di questo tipo non è per niente facile. Bc Partners è un fondo che, per sua natura, fa operazioni di controllo. Le minoranze vengono fatte solo a determinate condizioni (con opzioni put&call). Quindi se anche fosse ceduto il 49% dell’Inter a Bc partners, mantenendo Suning in maggioranza, il fondo chiederebbe comunque clausole per passare al controllo nel giro di qualche anno.

Ma facciamo due calcoli e vediamo altre ipotesi. Quanto potrebbe valere il 100% dell’Inter? Il club nerazzurro ha in circolazione bond (quindi debiti) per 375 milioni, facciamo quindi cifra tonda: 400 milioni. La valutazione dell’Inter, che circola, sarebbe attorno a 700-800 milioni, a seconda che sia o meno agganciato il progetto stadio. Vuol dire che ci sono da mettere sul piatto tra i 300 e i 400 milioni di equity per comprare il 100% del club. Insomma, tanti soldi. Ma non è tutto: l’Inter finirà l’esercizio in forte perdita, ben superiore ai 100 milioni persi nello scorso bilancio. Quindi il nuovo compratore dovrà mettere sul piatto, oltre a 300-400 milioni di equity, pure altre risorse in aumento di capitale per il club: almeno 100 milioni se non di più. La somma, prudenziale, arriva così a 400-500 milioni per una società che è in un settore fortemente colpito dal Covid. Insomma, Bc Partners per avere il 100% del gruppo dovrebbe mettere sul piatto una cifra considerevole.

L’operazione, così come è stata esposta, a mio avviso è difficile da realizzare. Un’altra operazione, a mio avviso, potrebbe invece avere più senso: una partnership dove Bc Partners ha il 51% delle azioni e Suning il restante 49 per cento, mentre invece verrebbe liquidato l’azionista di minoranza LionRock. Sono mie congetture, ma una transazione di questo tipo potrebbe essere realizzabile. Bc partners dovrebbe pagare le azioni in mano a LionRock e contemporaneamente lanciare un aumento di capitale che andrebbe a diluire Suning: in questo modo arriverebbe a detenere il 51%. L’Inter avrebbe le risorse necessarie. Inoltre la partnership consentirebbe a Bc Partners di avere un colosso del retail asiatico, come appunto Suning, come sponsor per continuare nello sviluppo del marchio Inter in Asia. Certo la domanda sorge spontanea: cosa ci guadagnerebbe invece Suning, che finora nell’Inter ha speso centinaia di milioni? La sua quota del 49% potrebbe essere valutata in futuro a un livello maggiore, magari prevedendo clausole di earn out, cioè un prezzo aggiuntivo basato sul rendimento che l’acquirente di una società paga al venditore in aggiunta al prezzo di base fisso. In questo modo Suning potrebbe uscire tra qualche anno completamente, recuperando l’investimento fatto.

Ovviamente le mie sono soltanto congetture. Non è dato sapere, oggi, quale sarà l’esito delle trattative tra Suning e Bc Partners. Si saprà probabilmente a fine gennaio. Ma alcune certezze già ci sono. 1) Suning ha grandi difficoltà a portare capitali fuori dalla Cina. 2) L’Inter ha bisogno di un aumento di capitale. 3) L’aumento di capitale è anche necessario per portare a termine quest’anno il rifinanziamento dei bond (per 375 milioni). 4) Oltre agli stipendi arretrati l’Inter deve pagare anche le cedole degli stessi bond. 5) Il comitato dei creditori, in caso non vengano rispettate le scadenze sugli interessi, può chiedere la cessione del club.