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Salvataggio Moby, il cavaliere bianco è Arrow Global

E’ Europa Investimenti il cavaliere bianco per i traghetti Moby. Il gruppo finanziario è sostenuto nell’operazione dal gruppo finanziario internazionale, l’azionista Arrow Global, uno dei principali investitori e gestori di debito in Europa.

L’accordo, secondo i rumors, sarebbe stato trovato nelle scorse ore: Europa Investimenti-Arrow Global fornirebbero, secondo indiscrezioni, strumenti di finanziamento, quindi nuova finanza per venire incontro alle richieste dei creditori di Moby. L’operazione avverrebbe all’interno di una procedura 182 bis della legge fallimentare. La proposta è stata preferita a un’altra che era sul tavolo, quella del fondo Clessidra. L’operazione è stata definita dall’Ad Achille Onorato, figlio del presidente Vincenzo, con l’assistenza dell’advisor Gianni Origoni e di Pwc.
Ora resta da capire cosa succederà. La situazione, finché non ci sarà un semaforo verde da parte di tutti gli attori coinvolti, resta appesa all’incertezza. È infatti necessario prima di tutto il via libera dei creditori all’offerta presentata.

La proposta sarebbe stata mandata ai creditori di Moby, obbligazionisti (che hanno come advisor Houlihan Lokey) e banche, che ora la starebbero esaminando attentamente. All’interno della proposta la famiglia Onorato resterebbe azionista e alla guida dell’azienda con un piano di sviluppo già definito, in modo da mantenere i livelli occupazionali. Ma l’aspetto che potrebbe fare la differenza sarà la percentuale di recupero offerta ai creditori: ci sarebbero 2 opzioni al vaglio. Secondo quanto indicato qualche giorno fa da Reorg, come prima ipotesi ci sarebbe una percentuale di recupero dei crediti degli obbligazionisti attorno al 30% più una seconda opzione differente che includerebbe in una fase successiva la potenziale liquidità incassata dalla vendita di asset, come le navi.

La famiglia Onorato sta trattando da circa un anno con banche e obbligazionisti (riuniti nell’Ad Hoc Group e prevalentemente rappresentati da hedge fund, tra cui fondi come Soundpoint Capital e Cheyenne Capital) un accordo di ristrutturazione del debito, pari a circa 560 milioni di euro.